I comuni del GAL Domitio Aurunco
Comune di Castel Volturno
Indirizzo: Piazza Annunziata, 1
Sito web: comune.castelvolturno.ce.it
CAP: 81030
Telefono: 0823 769111
Abitanti: 31 302
Castel Volturno
Il Territorio
Castel Volturno è un comune di circa 31.000 abitanti della provincia di Caserta, situato all’estremità del Litorale Domitio, dove il fiume Volturno — il più lungo del Mezzogiorno continentale — compie l’ultima ansa prima di sfociare nel golfo di Gaeta nel Mar Tirreno.
Il territorio, di 72 km², comprende 25 km di spiaggia e 10 km di pineta costiera; le principali frazioni sono Bagnara, Destra Volturno, Scatozza, Baia Verde, Ischitella e Pinetamare.
Il sito fu abitato prima dagli Opici, poi dagli Etruschi che vi fondarono la colonia di Volturnum, crocevia commerciale tra il mare e l’entroterra capuano. Con la caduta dell’Impero Romano la città decadde; nell’841 fu devastata dai Saraceni e abbandonata.
Dopo l’856 il vescovo longobardo Radiperto costruì un castello fortificato su un’arcata superstite del ponte domizianeo — da qui il nome — e ricostruì la chiesa con le spoglie di San Castrese.
Il comune autonomo fu istituito nel 1812. Nel XX secolo, completata la Via Domiziana e ricostruito il ponte (1954), il territorio conobbe una rapida espansione balneare, con la nascita di Villaggio Coppola–Pinetamare e Baia Verde.
Cosa vedere
Il Castello e il Borgo murato di San Castrese, cuore del centro storico, conservano l’impianto viario originario a schema romano, con sei vicoli perpendicolari a Largo San Castrese, e le mura perimetrali costruite con i basoli della via Domiziana e i blocchi di travertino e tufo dell’antica Volturnum.
La Cappella di San Castrese (1766), nel centro storico, ospita un ciclo di sei pannelli dipinti nel 1950 da Domenico Ferraro di Casagiove, raffiguranti la vita e i miracoli del patrono.
Completano il patrimonio religioso la Chiesa dell’Annunziata, la Cappella di San Rocco e la Cappella di Maria SS. delle Civite.
Sul piano naturalistico, l’Oasi dei Variconi è la risorsa di maggiore rilevanza: zona umida di 194 ettari classificata Zona Umida di Importanza Internazionale dalla Convenzione di Ramsar, Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale, è inserita nella Riserva Naturale Regionale Foce Volturno–Costa di Licola (istituita con D.P.G.R. n. 65 del 12 febbraio 1999). I suoi stagni salmastri retrodunali costituiscono uno dei siti di birdwatching più significativi della Campania.
Nel 2017 è stato inaugurato il MIACE – Museo Internazionale di Arte Contemporanea dell’Euromediterraneo, con 12 laboratori tematici.
Eccellenze enogastronomiche
Il territorio di Castel Volturno si inscrive nella Piana dei Mazzoni, areale storico della Mozzarella di Bufala Campana DOP. Già Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia esaltava il «laudatissimum caseum» del Campo Cedicio, identificabile proprio con quest’area.
La tradizione bufalina, radicata da oltre mille anni nei pascoli della foce del Volturno, alimenta ancora oggi numerosi caseifici che producono mozzarella, provola e ricotta di bufala.
La fascia costiera e la foce del fiume offrono pescato locale – cefali, spigole, orate, crostacei – che caratterizza la cucina di mare tradizionale del territorio.
Il XVI secolo vide nascere lungo il litorale i «procoi», centri di allevamento della piana denominata allora «Mazzone delle Rose» già da Carlo d’Angiò.
Feste e tradizioni
San Castrese, vescovo e martire africano giunto alla foce del Volturno nel V secolo, è il patrono del comune. La devozione verso di lui è attestata sin dall’856, quando il vescovo Radiperto ricostruì la chiesa che ne custodiva le spoglie, e costituisce il filo ininterrotto della memoria civica di Castel Volturno.
La festa patronale, con processione nel centro storico e lungo il borgo murato, è l’appuntamento identitario più sentito dalla comunità.
Le celebrazioni religiose si intrecciano con le tradizioni marinare legate alla foce del Volturno e al culto del mare che da sempre accompagna la vita delle frazioni costiere.