I comuni del GAL Domitio Aurunco

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Comune di Cellole
Indirizzo: Via L. Montecuollo, 28

Sito web: comune.cellole.ce.it

CAP: 81030

Telefono: 0823 604411

Abitanti: 8 300

Cellole

Tra storia aurunca e turismo balneare

Cellole è un Comune della provincia di Caserta, situato nell’estremo nord della Campania, al confine con il Lazio. Il suo territorio, che si estende su una superficie di circa 37 km², abbraccia una parte della fertile pianura del Garigliano e si affaccia sul suggestivo Golfo di Gaeta con le rinomate località balneari di Baia Domizia e Baia Felice. Con i suoi circa 8.300 abitanti, Cellole rappresenta una realtà in forte espansione, grazie allo sviluppo turistico che, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, ha profondamente trasformato l’economia locale.

Il territorio comunale è una vera e propria enclave, completamente circondato dal Comune di Sessa Aurunca, dal quale Cellole si è resa autonoma nel 1973. La peculiarità geografica di questo centro risiede nella sua posizione strategica: adagiato su terreni di origine vulcanica generati dall’antico vulcano di Roccamonfina, il territorio si caratterizza per la fertilità dei suoli e la presenza di importanti vie di comunicazione, tra cui le storiche Via Appia e Via Domiziana. Protetto dai Monti Aurunci a nord, dal massiccio vulcanico di Roccamonfina a est, dalla catena del Monte Massico a sud e bagnato dal Mar Tirreno a ovest, Cellole gode di una posizione geografica privilegiata che ne ha fatto sin dall’antichità un luogo di passaggio e di insediamento.

GEOGRAFIA E STORIA
Origini romane e territorio aurunco

Le radici storiche di Cellole affondano nell’epoca preromana e romana. Il toponimo deriva dal latino pagus cellularum, che in linguaggio curiale indicava un tipo di villaggio adibito a deposito di generi alimentari, stipati in appositi fabbricati divisi in celle o magazzini. Questo antico insediamento rurale faceva parte dell’ager sinuessanus, il vasto territorio dell’antica colonia romana di Sinuessa, fondata dai Romani nel 296 a.C. dopo aver sconfitto il popolo degli Aurunci.

Nei dintorni del territorio cellolese, tra Cellole, Carano e Piedimonte Massicano, si suppone sorgesse l’antica città romana di Vescia, uno dei centri della celebre Pentapoli Aurunca che, insieme ad Ausona, Sinuessa, Suessa e Minturnae, costituiva il fulcro della confederazione aurunca. Questa potente alleanza di città fu annientata dai Romani nel 314 a.C., durante la seconda guerra sannitica. Dopo la conquista romana, nel 296 a.C. venne dedotta a Sinuessa una Colonia Marittima di cittadini romani che popolò l’intero territorio circostante, compreso l’attuale sito di Cellole.

Medioevo e dominazione longobarda

Con l’avvento dei Longobardi e delle successive dominazioni medievali, l’ager sinuessanus si disgregò e i suoi villaggi, tra cui Cellole, furono incorporati nel territorio di Sessa Aurunca, che divenne da quel momento l’unico punto di riferimento politico, sociale, economico e culturale dell’area. Durante il Medioevo, Cellole assunse un ruolo strategico come avamposto difensivo per la vicina Sessa Aurunca. Dalla città aurunca, infatti, non era possibile avvistare i fuochi di segnalazione provenienti dalla costa, anche a causa della fitta nebbia generata dalle zone paludose prossime al mare, note come “Pantano”. Cellole fungeva quindi da “ponte visivo” tra il litorale tirrenico e le mura sessane, garantendo un sistema di comunicazione e di difesa efficace.

Per svolgere questa funzione di sorveglianza, Cellole disponeva di quattro torri d’avvistamento, dette “saracene” o normanne, di epoca medievale. Di queste imponenti strutture, alte alcune decine di metri e costruite con materiali di risulta o in pietra locale, ne sopravvivono oggi soltanto due: la Torre di Cerrito e la Torre del Parroco, entrambe situate in Piazza Compasso. Le altre due, denominate Torre di Sorgente e Torre del Cortinaccio, sono ormai totalmente inglobate nelle costruzioni moderne.

L'autonomia comunale: una conquista recente

Durante il periodo feudale, il territorio cellolese fu integrato nei domini dei Signori di Sessa Aurunca. Questa dipendenza amministrativa si protrasse fino al XX secolo, quando la popolazione locale iniziò a rivendicare la propria autonomia. Il 20 aprile 1970, durante una riunione del consiglio comunale di Sessa Aurunca, si discusse della separazione ed erezione a comune autonomo della frazione di Cellole. La questione era particolarmente sentita dagli abitanti, i quali ritenevano che i loro interessi non fossero stati esaminati con la dovuta attenzione e serietà.

Nella notte del 21 aprile 1970, i cittadini di Cellole diedero i primi segni di protesta, costituendo un blocco stradale sul corso principale, all’altezza di piazza Chiesa Nuova (oggi Piazza Aldo Moro). Le manifestazioni si moltiplicarono rapidamente, coinvolgendo una folla sempre più numerosa. Ai blocchi stradali si aggiunsero quelli ferroviari, che interessarono la linea di grande comunicazione Roma-Napoli via Formia, interrompendo il transito dei convogli. Gli episodi di intolleranza verso la forza pubblica resero necessario l’intervento di contingenti del X battaglione mobile dei Carabinieri di Napoli.

Il 21 febbraio 1973, la popolazione del comune di Sessa Aurunca fu chiamata alle urne attraverso un referendum e decise per l’autonomia di Cellole, con la delibera n. 7173 della Legge Regionale Campana. Il nuovo Comune iniziò la sua attività amministrativa il 2 aprile 1975. La legge regionale fu dichiarata incostituzionale nel dicembre 1981 dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 204/81, ma nel 1982 un nuovo referendum confermò la volontà dei cittadini e il 27 settembre 1982 si tennero le elezioni amministrative che sancirono definitivamente l’autonomia comunale. Lo stemma adottato dal neonato comune raffigura un grifone che allunga la zampa su una sottostante pineta, simbolo della volontà di affrancarsi dal secolare dominio sessano e di conquistare il “posto al sole” rappresentato da Baia Domizia.

ARCHEOLOGIA E MONUMENTI
L'eredità della Pentapoli Aurunca

Il territorio di Cellole conserva tracce significative del suo passato aurunco e romano. Sebbene molte testimonianze archeologiche siano andate perdute o siano ancora da scoprire, la zona compresa tra Cellole, Carano e Piedimonte Massicano è stata identificata dagli studiosi come il probabile sito dell’antica città romana di Vescia, uno dei centri della Pentapoli Aurunca. Questa città, insieme ad Ausona, Sinuessa, Suessa e Minturnae, costituiva il cuore della confederazione aurunca, annientata dai Romani nel 314 a.C.

A poca distanza da Cellole si trovano le rovine dell’antica Sinuessa, colonia romana fondata nel 296 a.C., che oggi stanno progressivamente riemergendo grazie agli scavi archeologici. Sinuessa era rinomata in età romana per le sue terme, le Aquae Sinuessanae, frequentate da matrone e patrizi romani, e per la produzione del celebre vino Falerno. La città era collegata a Puteoli (Pozzuoli) attraverso la famosa Via Domiziana, strada romana che costeggiava le dune del mare. Tra i ritrovamenti più pregiati vi è la cosiddetta Venere di Sinuessa, una scultura ellenistica attribuita allo scultore greco Prassitele e databile al IV secolo a.C.

Le torri medievali

Il patrimonio monumentale medievale di Cellole è rappresentato dalle sue storiche torri d’avvistamento. Di epoca normanna, queste strutture furono edificate per garantire la sicurezza del territorio e mantenere i collegamenti visivi con Sessa Aurunca e la costa. Delle quattro torri originarie, oggi ne sopravvivono due, entrambe situate in Piazza Compasso nel centro storico:

  • Torre del Parroco: a pianta quadrata, risale all’epoca medievale ed è situata in piazza Compasso. La struttura è alta alcune decine di metri e fu costruita in materiali di risulta dell’epoca precedente o in pietra locale.
  • Torre di Cerrito: anch’essa a pianta quadrata e di epoca medievale, è alta 21,50 metri e misura 6 metri per ogni lato. Si trova in piazza Compasso accanto alla Torre del Parroco.

Le altre due torri, denominate Torre di Sorgente e Torre del Cortinaccio, sono ormai completamente inglobate nei nuovi fabbricati e non più visibili.

Chiesa di Santa Lucia

La Chiesa di Santa Lucia, situata nel centro storico in piazza Compasso, fu costruita nel Settecento per sostituire un’omonima chiesa più antica, i cui ruderi sono visibili presso la parrocchia di San Vito e Marco. L’edificio religioso rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità locale e testimonia la continuità della presenza cristiana nel territorio.

TURISMO E NATURA
Baia Domizia e il turismo balneare

Il vero motore dell’economia cellolese è rappresentato dal turismo balneare, sviluppatosi a partire dagli anni Sessanta del Novecento con la creazione della località di Baia Domizia. Questa rinomata stazione balneare, situata sul Golfo di Gaeta lungo il litorale domizio, è amministrativamente divisa tra i comuni di Cellole (parte sud, compresa Baia Felice) e Sessa Aurunca (centro e parte nord fino al fiume Garigliano). Il territorio della frazione turistica fu diviso “salomonicamente” tra i due comuni dopo che Cellole ottenne l’autonomia nel 1973-1975.

Baia Domizia prende il nome dalla sua posizione geografica, essendo situata sul litorale domizio che denomina il tratto di costa da Torregaveta fino alla foce del Garigliano, tangendo l’attuale Via Domiziana (SS7 quater). La località dispone di un lungo arenile di sabbia fine e scura di origine vulcanica, che si estende per oltre sei chilometri, servito da una trentina di moderni stabilimenti balneari ben attrezzati. Il mare è limpido, con fondali che digradano dolcemente, perfetti per le famiglie con bambini.

Durante gli anni Sessanta e Settanta, Baia Domizia divenne la località più alla moda di tutto il meridione italiano, meta di un’ondata di turisti provenienti dal Nord Europa. La località fu frequentata da numerosi personaggi dello spettacolo e artisti di calibro internazionale, come Lucio Dalla, Totò, Patty Pravo e persino John Lennon. Nelle sue stradine circolavano variopinti risciò a pedali e i bar e locali notturni erano sempre affollati. La stagione turistica iniziava a marzo e terminava alla fine di ottobre, con un enorme impatto in termini di sviluppo economico e crescita sociale sull’intera area aurunca.

Dalla metà degli anni 2000 si è assistito progressivamente a una ripresa dei finanziamenti e degli interventi per migliorare la vivibilità del luogo, come l’attivazione di un impianto di depurazione, la realizzazione di percorsi ciclabili e il rilancio turistico fondato sul rispetto della natura. Ogni estate, la fascia costiera di Cellole ospita circa 40.000 turisti, contribuendo significativamente all’economia locale. Nel 2014, grazie al progetto “la Bandiera Blu del litorale domizio” varato dalla Regione Campania e agli investimenti della giunta comunale, la qualità delle acque e dei servizi è notevolmente migliorata.

Ogni anno a Baia Domizia si svolgono importanti manifestazioni culturali, tra cui l'”Arena d’Arte”, una gara internazionale di sculture di sabbia che attira artisti da tutto il mondo, e il prestigioso “Baia Domizia Blues Festival”, uno degli eventi musicali blues più importanti d’Italia. Parte del litorale della frazione di Baia Domizia, per circa 4 chilometri, si trova all’interno del Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano, un’area naturale protetta istituita nel 1993 che si estende per circa 11.000 ettari nella provincia di Caserta. Il parco comprende i comuni di Sessa Aurunca, Teano, Roccamonfina, Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio e Tora e Piccilli.

L’area è dominata dal vulcano spento di Roccamonfina. Il parco è caratterizzato da una ricca biodiversità. La vegetazione è dominata da estesi castagneti, che costituiscono la principale attività economica degli abitanti del luogo, sia per la produzione dei frutti che per la produzione di legna. I pendii del vulcano sono ammantati di oliveti, vigneti e rigogliosi boschi di castagni, grazie alla particolare e favorevole composizione mineralogica del suolo lavico. Altrettanto spettacolari sono le fioriture primaverili di crochi, ranuncoli, primule, anemoni, viole e soprattutto orchidee selvatiche, che richiamano studiosi e appassionati.

La fauna è ricca e diversificata. Tra i mammiferi sono comuni il cinghiale, l’istrice, la volpe, la faina, la donnola e il riccio. Numerose sono le specie di uccelli, di particolare rilievo il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la ghiandaia, la poiana, il gheppio, il gufo comune, la civetta, l’allocco e il barbagianni. Nella zona della foce del Garigliano vivono uccelli migratori come l’airone rosso, oltre alla rarissima e minacciata testuggine palustre.

La parte costiera del parco, che include gli ultimi 4 km del litorale di Baia Domizia, è delimitata da un lungo susseguirsi di dune che, verso l’interno, lasciano il posto a una suggestiva pineta litoranea. Questa zona, da secoli naturalmente ricca d’acqua, piccoli stagni e canneti, è area di passaggio e di sosta per gli uccelli migratori. Verso il mare domina la macchia mediterranea, ancora intatta su oltre 6 km di litorale, dove vegetano specie rare come la Romulea rollii (zafferanetto di Rolli), una decina di specie di orchidacee (soprattutto di Ophrys) e il candido e robusto Pancratium maritimum (giglio di mare).

All’interno dell’area protetta è presente una rete di sentieri che permette di visitare tutti gli ambienti naturali, offrendo opportunità per escursioni, trekking e percorsi in mountain bike tra boschi, sorgenti e resti vulcanici. Il binomio “spiaggia-pineta” caratterizza l’esperienza turistica di Baia Domizia, permettendo di alternare momenti di riposo in riva al mare a piacevoli passeggiate nel fresco della macchia mediterranea.

ECONOMIA E SOCIETÀ
Trasformazione economica

L’economia del territorio cellolese ha subito una profonda trasformazione nel corso del XX secolo. Tradizionalmente basata su attività agricole rurali e sull’artigianato, a partire dagli anni Sessanta si è orientata prevalentemente verso il turismo, dopo la costruzione della vicina Baia Domizia con i suoi hotel e villaggi turistici. Cellole ha beneficiato enormemente della contiguità geografica con questo polo turistico, basando progressivamente su questa risorsa la propria economia, con conseguente crescita economica e demografica.

Il territorio comunale, situato in una posizione splendida perché geograficamente custodito e protetto dalla catena dei Monti Aurunci a nord, dalla mole del vulcano spento di Roccamonfina a est, dalla catena del Monte Massico a sud e dalla distesa infinita del Mar Tirreno a ovest, è sempre stato abitato e coltivato fin dai tempi più remoti, salvo in alcuni ben definiti periodi storici. La fertilità della terra, la presenza di una falda freatica superficiale affiorante e l’ottima esposizione orografica hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura. Le importanti opere di presa sul fiume Garigliano hanno permesso di derivarne le acque e distribuirle nei campi con una fitta rete di canali, consentendo la coltura di ortaggi, legumi, alberi da frutta e coltivazioni industriali.

Per secoli, zone umide e paludose, considerate malariche, rimasero a lungo incolte. Durante il regime fascista le aree delle località “Fievo” e “Pantano” furono bonificate, rendendo disponibili i terreni per i contadini e diminuendo drasticamente l’incidenza delle malattie infettive. A contribuire all’economia locale vi è anche una leggera presenza industriale stabilitasi a circa 2 km a est del centro urbano in località Civette.

Secondo dati del censimento 2001, il numero di occupati rilevati nel comune di Cellole era di 991 unità, corrispondenti al 13,86% della popolazione complessiva, a fronte di un tasso medio di disoccupazione in Campania del 26,95%. Il comune conta circa 8.284 abitanti (dati aggiornati), con una densità abitativa moderata. Il territorio è suddiviso in diverse località e frazioni, tra cui Borgo Centore, Casamare, Civette, Domiziana Km 4, Farnete, Folaghe, La Crocella e Masseria Tre Ponti, oltre alle zone balneari di Baia Domizia e Baia Felice.

Posizione strategica e collegamenti

Cellole gode di una posizione strategica che la rende facilmente raggiungibile e ben collegata con le principali città del Centro-Sud Italia. Il centro urbano si trova a circa 20 metri sul livello del mare, posto tra il canale “Trenta Palmi” e il “Rivo d’Auria”, in un’area pianeggiante di origine vulcanica, sulla provinciale che unisce l’Appia alla Domiziana, in una zona posta al controllo delle strade provenienti dalle valli interne. Il comune è servito dalla stazione ferroviaria di Sessa Aurunca-Roccamonfina-Cellole, sulla linea Roma-Formia-Napoli, situata a circa 2 km dal centro abitato. La località dista circa 55 km da Caserta, 70 km da Napoli, 28 km da Gaeta e 50 km da Roma via autostrada A1 (uscita Caianello). Questa posizione privilegiata permette ai turisti e ai residenti di raggiungere facilmente importanti mete artistiche, storiche e archeologiche, tra cui la Reggia di Caserta, Pompei, Ercolano, la costiera amalfitana, l’Abbazia di Montecassino, le terme di Suio e le isole di Ischia e Ponza

CURIOSITÀ E TRADIZIONI
Lo stemma comunale

Lo stemma adottato dal neonato comune di Cellole raffigura un grifone che allunga la zampa rapace su una sottostante minuscola pineta. Il simbolo è chiaramente significativo del sentimento per essere riusciti ad affrancarsi dal secolare dominio da parte delle classi dirigenti di Sessa Aurunca e di essere riusciti a conquistarsi il tanto agognato “posto al sole” rappresentato da Baia Domizia. Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica datato 11 aprile 1986. La descrizione araldica recita: “D’azzurro, alla fascia diminuita, ondata, d’argento, caricata da due burelle d’azzurro, il tutto caricato dal grifone d’oro, attraversante, col petto, gli arti inferiori, le ali aperte, d’azzurro, passante sulla pianura accompagnato a destra da sette pini italici al naturale, posti a guisa di boschetto, nodriti nella pianura. Ornamenti esteriori da Comune.”

Il Lucus Maricae

In età antica, il tratto della pineta alla foce del Garigliano era, per le popolazioni italiche prima e per gli antichi Romani poi, un lucus (bosco sacro) dedicato alla dea Marìca, ninfa delle paludi e delle acque. Gli Ausoni (anche detti Aurunci) le dedicarono un grande tempio presso Minturno, edificato probabilmente attorno al VII-VI secolo a.C., sulla riva destra del fiume Liri (oggi Garigliano), a circa 400 metri dal mare. Sulla sponda opposta, quella sinistra-sud, nel territorio dell’attuale Cellole, si estendeva il bosco sacro, il Lūcus Marīcae, dedicato alla divinità. Questa tradizione religiosa testimonia l’importanza che il territorio cellolese rivestiva già nell’antichità come luogo di culto e di transito.

La bonifica delle aree paludose

Per secoli, vaste zone del territorio cellolese rimasero incolte a causa della presenza di aree umide e paludose, considerate malariche. La geologia del territorio è infatti di origine vulcanica, essendo una depressione originata dal Vulcano di Roccamonfina che ha generato in seguito un terreno alluvionale molto fertile, ma paludoso. Durante il regime fascista, le aree delle località “Fievo” e “Pantano” furono bonificate attraverso importanti opere di ingegneria idraulica, rendendo i terreni disponibili per l’agricoltura e diminuendo drasticamente l’incidenza delle malattie infettive. Questa trasformazione del territorio ha permesso lo sviluppo dell’agricoltura intensiva e, successivamente, del turismo balneare.

Eventi e manifestazioni

Cellole e Baia Domizia ospitano ogni anno importanti manifestazioni culturali e turistiche. Tra queste spicca L’Arena dei Pini, un luogo storico e iconico di Baia Domizia, un anfiteatro naturale ricavato nella pineta che per decenni ha ospitato concerti, spettacoli teatrali e eventi di grande richiamo.

Come raggiungerci
  • In auto: Autostrada A1, uscita Caianello. Proseguire sulla SS7 Appia o sulla SS7 quater Domiziana.
  • In treno: Stazione di Sessa Aurunca-Roccamonfina-Cellole, sulla linea Roma-Formia-Napoli, quindi bus di linea.
  • In autobus: Collegamenti giornalieri da Roma, Napoli, Caserta, Formia e Gaeta con servizi AIR Campania.
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