I comuni del GAL Domitio Aurunco
Comune di Galluccio
Indirizzo: Piazza Municipio, 1
Sito web: www.comune.galluccio.ce.it
CAP: 81044
Telefono: 0823 925025
Abitanti: 1970
Galluccio
il borgo del vino
Il comune di Galluccio si estende tra le falde del Monte Camino e il complesso vulcanico di Roccamonfina, a un’altitudine media di 368 metri s.l.m. Il territorio, caratterizzato da un paesaggio collinare suggestivo che varia tra i 600 e i 900 metri, è ricco di vigneti, boschi e castagneti secolari, con un’economia storicamente legata alla viticoltura di qualità e all’agricoltura di montagna.
STORIA E ARCHEOLOGIA
Origini antiche e periodo romano
Il nome Galluccio deriverebbe da Trebonio Gallus, comandante di una delle colonie romane dedotte nel territorio, che in un primo tempo fu detta Gallico, poi Gallicio e infine Galluccio. Un’altra ipotesi fa risalire il nome all’antica radice linguistica germanica wal, indicante il fuoco dei vulcani, di cui la zona era ricca.
Il territorio fu abitato fin dall’epoca paleolitica, ma coloro che lasciarono un’orma indelebile furono gli Aurunci. Successivamente, a partire dal IV secolo a.C., i Romani stabilirono nel territorio delle colonie, dopo aver sconfitto Aurunci, Sidicini, Caleni e Sanniti. Il territorio rientrava nell’ager dell’antica Cales (l’odierna Calvi Risorta). Sono stati rinvenuti resti di ville rustiche romane e, nel 1992, presso la località oggi occupata dall’azienda Porto di Mola, un antico porto commerciale di epoca romana.
Il Medioevo: Saraceni, Longobardi e Normanni
Nel corso del X secolo, Galluccio dovette subire le incursioni dei Saraceni, che risalivano la valle del Garigliano. Alle falde del Monte Camino questi costruirono un caposaldo; ancora oggi esiste un borgo denominato “Saraceni”. Dopo la sconfitta dei Saraceni nella battaglia del Garigliano del 915, i principi longobardi di Capua, con il beneplacito del Papa, costruirono una roccaforte nel territorio di Galluccio, su un’altura circondata da rupi e protetta dall’acqua del fiume Peccia. I discendenti dei Signori di Capua assunsero il nome “Galluccio” ed ebbero come stemma un gallo rosso in campo d’argento. Nel 1139, dopo la battaglia di Galluccio, Ruggiero il Normanno fu riconosciuto ufficialmente da Papa Innocenzo II come re di Sicilia e duca di Puglia e Calabria, nel castello di Mignano.
L'età feudale e rinascimentale
Il feudo di Galluccio conobbe vari signori nel corso dei secoli. Tra i feudatari si ricordano:
- I principi longobardi di Capua (X-XII sec.)
- I Normanni (XII-XIII sec.)
- Nel 1504, Consalvo di Cordova, viceré di Ferdinando d’Aragona
- La famiglia Abenavolo (1523)
- Dorotea Spinelli (dal 1543)
- Luigi Carafa (1638)
- I Velluti, nobili fiorentini (fino all’eversione della feudalità)
Nel XV secolo, il feudo assunse la fisionomia ancora oggi riscontrabile: trentacinque villaggi, disseminati tra il Garigliano, Roccamonfina e Monte Camino. A Cavelle, frazione di Galluccio, nacque nel 1429 Giannantonio Campano, eminente umanista, vescovo di Crotone e Teramo, governatore pontificio, oratore e poeta.
Età moderna e contemporanea
Nel 1734, Galluccio fu teatro dello scontro fra Spagnoli ed Austriaci per il controllo del Regno di Napoli. Gli Spagnoli risultarono vincitori con re Carlo III di Borbone.
Nel XIX secolo, il territorio dovette sopportare le angherie dei briganti, che si annidavano sui monti circostanti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 1° novembre 1943, gran parte degli edifici fu minata e rasa al suolo dai Tedeschi in ritirata: fu distrutto il palazzo baronale e parte della Collegiata di S. Stefano. La chiesa si salvò grazie all’intervento dell’arciprete don Emilio Calce.
PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO E RELIGIOSO
La Collegiata di Santo Stefano Protomartire
La Collegiata di Santo Stefano Protomartire rappresenta il gioiello architettonico di Galluccio. La chiesa originaria risale al XIV secolo (1345), ma l’edificio attuale è frutto di rifacimenti del XVII secolo. Secondo la tradizione, fu Papa Giulio II a volere la ricostruzione della chiesa, riconoscente per l’accoglienza ricevuta dal parroco durante il suo soggiorno a Galluccio.
- Chiesa dell’Annunziata: edificio romanico (XV-XVII sec.) a navata unica con pregevoli affreschi, oggi utilizzata per convegni e concerti
- Chiesa di Santa Maria del Trionfo (Sipicciano): con presbiterio e polittico del 1600
- Chiesa di Santa Reparata
- Palazzo De Petrillo (Sipicciano): architettura saracena settecentesca
- Palazzo Zarone (Sipicciano)
- Borgo saraceno di Sipicciano: con vicoli stretti e architettura caratteristica
- Ruderi della roccaforte medievale: resti del castello normanno-longobardo
- Resti di ville romane del I secolo (Sipicciano)
- Colle Castellone: resti di una fortezza preromana
- Museo di Scienze Naturali (Sipicciano)
MANIFESTAZIONI ED EVENTI
- Festa di Sant’Antonio Abate: 16-17 Gennaio. Festa patronale della frazione San Clemente con i tradizionali falò (‘ndocce) che illuminano le piazze per tutta la notte, accompagnati da pasti collettivi e festeggiamenti
- Mostra dell’Artigianato: periodo estivo, con rassegna del folk internazionale
- Sagra dell’Uva e del Vino (Galluccio DOC): celebrazione del vino locale ottenuto dai vitigni autoctoni
- Mostra degli Antichi Mestieri
- Sagra della Castagna e del Fungo Porcino: per promuovere i prodotti tipici del territorio
- Festa dell’Emigrante
- Galluccio Food Village: evento gastronomico
PRODOTTI TIPICI E GASTRONOMIA
Storia Vitivinicola del Territorio
La tradizione vitivinicola è testimoniata sin dall’epoca romana, come dimostrano i resti dell’approdo vinario in località Mortola. L’umanista Giannantonio Campano (1429-1511), nato a Cavelle (Galluccio), inviò all’amico Jacopo Ammannati, Cardinale di Pavia, dell’uva locale descrivendola come “sana, vigorosa, non inferiore al miele imetteo”. Nel Seicento, il duca fiorentino Velluti-Zati, signore di Galluccio, impiantò vigneti di Aleatico producendo il famoso “Vin Santo” che vendeva a Firenze come prodotto toscano, riscuotendo grandi successi.
Il territorio di Galluccio, grazie al clima favorevole e ai terreni vulcanici, produce eccellenze riconosciute a livello nazionale:
- Vino Galluccio DOC: riconoscimento ottenuto nel 1997. Vitigni principali: Falanghina (bianco) e Aglianico (rosso). Galluccio è famoso per i suoi vini fin dall’epoca romana
- Olio Extravergine di Oliva: da oliveti secolari
- Castagne e Marroni: dai castagneti del Monte Camino e di Roccamonfina
- Funghi porcini, ovuli, gallinacci e chiodini
- Nocciole
- Formaggi Caprini e Ovini artigianali
- Miele