I comuni del GAL Domitio Aurunco

Mignano_Monte_Lungo-Stemma

Comune di Mignano Monte Lungo
Indirizzo: Piazza Don Pezzoli, 5

Sito web: www.comune.mignanomontelungo.ce.it

CAP: 81049

Telefono: 0823 905511

Abitanti: 2968

Mignano Monte Lungo

il borgo della rinascita dell'Esercito Italiano

Medaglia d’Oro al valore militare

Mignano Monte Lungo è un Comune della provincia di Caserta situato in posizione collinare ai piedi del Monte Camino, a 137 metri sul livello del mare. Il territorio si estende su circa 53,1 km² nell’estremo settore nord-occidentale della provincia, incuneato tra Lazio e Molise. Il comune conta circa 2.982 abitanti ed è compreso nella Comunità Montana Monte Santa Croce. La sua posizione strategica lungo la Via Casilina lo ha reso nel corso dei secoli teatro di importanti eventi storici, dall’epoca romana fino alla drammatica Seconda Guerra Mondiale.

STORIA E ORIGINI
L’insediamento romano di Cesennia

L’area di Mignano era abitata dai Sidicini, antico popolo italico. Gli Etruschi fondarono qui la città di Cesennia, il cui nome è probabilmente collegato a quello del vicino Monte Cesima (1.180 m), dal quale fin dall’antichità veniva estratta pietra pomice. È condivisa da molti studiosi l’opinione che il toponimo Mignano derivi dal nome di persona latino “Minius” o “Maenius”, secondo la tipica formazione prediale dei fondi agricoli romani.
Si ritiene che l’insediamento più antico fosse posto a valle, probabilmente di origine romana, forse nato in seguito all’esodo delle popolazioni di Casinum (Cassino) ed Aquinum nel 582 d.C., quando fuggivano dalle scorrerie del duca longobardo di Benevento, Zotone. Le mura che difendevano la città romana e che nello stesso tempo costituivano un acquedotto per trasportare l’acqua del Rio Rava sono andate quasi totalmente distrutte.

Il Periodo Medievale

Dopo il periodo romano, Mignano entrò a far parte del longobardo Ducato di Benevento. Nel 776 divenne parte della Contea di Capua. Un primo documento che faccia riferimento a un “oppidum Miniani” risale al 1034, mentre nel 1066 la corte di San Felice di Mignano fu ceduta dall’abate Desiderio di Montecassino ai principi normanni di Capua.

La Pace di Mignano del 1139

Il 25 luglio 1139, nel castello di Mignano, si svolse una battaglia storica tra i Normanni guidati da Ruggero II di Sicilia e l’esercito condotto da Papa Innocenzo II. Il Papa venne sconfitto, catturato e condotto nel castello di Mignano, dove firmò le condizioni di pace, riconoscendo Ruggero II come “rex Siciliae, ducatus Apuliae et principatus Capuae”. Mignano Monte Lungo è quindi passato alla storia come il luogo di questa importante pace medievale.

Nel 1231, nel “Mandatum pro reparatione castrorum imperialium”, unico fra i castelli del territorio, fu autorizzato da Federico II all’auto-restauro, testimonianza dell’importanza strategica della fortezza.

I Signori del Castello

Re Carlo I d’Angiò vi dimorò più volte, dopo aver utilizzato il territorio come campo per le truppe prima della battaglia di Benevento del 1266. Il castello fu quindi feudo, fra gli altri, dei Della Ratta, dei Marzano, e dal 1496 appartenne a Rinaldo Fieramosca (che già lo presidiava nel 1486) e, quindi, del celebre figlio Ettore.

Nel 1581, dopo alterne vicende, l’erede Ettore Leognano Fieramosca cedette l’intero feudo a Giulio Cesare de Capua, che lo tennero fino al 1737. Nel 1734, le truppe di Carlo di Borbone assalirono il feldmaresciallo von Traun che si trovava asserragliato nel castello di Mignano, costringendolo a rifugiarsi precipitosamente a Capua.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE: LA RINASCITA DELL'ESERCITO ITALIANO
Teatro della Battaglia di Monte Lungo - Dicembre 1943

Mignano Monte Lungo è indissolubilmente legata agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Il territorio, posto sulla Linea Gustav, divenne teatro di una delle battaglie più significative per la storia militare italiana. Dopo lo sfascio dell’8 settembre 1943, il ricostituito Regio Esercito Italiano si trovò a combattere per la prima volta contro i tedeschi al fianco degli Alleati.

Il 27 settembre 1943 venne istituito il Primo Raggruppamento Motorizzato del Regio Esercito al comando del generale Vincenzo Dapino. Il nucleo della nuova unità era formato soprattutto dal 67º Reggimento di Fanteria “Legnano”, che aveva già combattuto con scarsa fortuna in Albania.

L'Attacco dell'8 Dicembre 1943

Per opporsi all’avanzata nemica, i tedeschi avevano fatto saltare in aria il 29 e 30 settembre varie abitazioni, la fortezza, il municipio ed il ponte sul torrente Rava, unico passo tra la consolare Casilina e il centro di Mignano. Il 3 dicembre gli Italiani ricevettero l’ordine di conquistare Monte Lungo (quota 343 metri), dove i Panzergrenadier tedeschi, rafforzati da elementi della divisione “Goering”, si erano asserragliati in posizioni fortificate.

L’8 dicembre, come previsto nei piani alleati, i bersaglieri italiani attaccarono avanzando coperti dalla spessa nebbia, ma questa venne spazzata inaspettatamente da un forte vento: il Raggruppamento subì forti perdite e fu costretto a ripiegare. Il bilancio fu tragico: 47 morti, un centinaio di feriti e numerosi dispersi.

La Vittoria del 16 Dicembre 1943

Con un nuovo schema d’attacco e con l’appoggio dell’artiglieria americana, il 16 dicembre gli italiani conquistarono il monte. I tedeschi si ritirarono verso Cassino. La battaglia di Monte Lungo fu vinta e rappresentò il battesimo del fuoco del nuovo esercito italiano, segnando simbolicamente la rinascita dell’Italia dopo l’armistizio.

Questa battaglia è stata riconosciuta come evento fondante per il Regio Esercito che combatteva per la liberazione dell’Italia, tanto che Mignano Monte Lungo e Legnano sono città gemellate da decenni. Un particolare significativo: Antonio Branca, un legnanese, combatté e morì a Monte Lungo.

La Popolazione Civile

Durante nove tragici mesi (settembre 1943 – maggio 1944), Mignano ebbe il crudele destino di subire il feroce accanimento dell’invasore nazista che, oltre alle gravissime e dolorose distruzioni inflitte, impose alla popolazione requisizioni, arresti e deportazioni, giungendo sino a versare il sangue di coloro che accennarono a gesti di rivolta.

La gente di Mignano Monte Lungo, seppure martoriata e ferita per la perdita di numerosi figli, ben conscia dell’importanza della prova cui era chiamata, non si arrese agli eventi, stringendosi generosamente e tenacemente attorno ai combattenti del Primo Raggruppamento Motorizzato, incoraggiandoli, aiutandoli con abnegazione e incitandoli alla splendida vittoria che avrebbe costituito caposaldo nella storia del rinato esercito italiano.

Riconoscimenti

Mignano Monte Lungo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione. Il Comune è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare il 30 novembre 1998 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Il Disastro di Cannavinelle - 1952

Il 25 marzo 1952, durante i lavori in una galleria idroelettrica, avvenne il disastro di Cannavinelle. L’esplosione causò la morte di 42 operai, molti dei quali abruzzesi, che stavano lavorando nel tunnel per conto della Società Meridionale di Elettricità.

IL BRIGANTAGGIO: MICHELINA DI CESARE
La Brigantessa di Caspoli (1841-1868)

Mignano Monte Lungo ha dato i natali a Michelina Di Cesare (Caspoli, 28 ottobre 1841 – Mignano Monte Lungo, 30 agosto 1868), probabilmente la figura femminile di maggior rilievo nel fenomeno del brigantaggio postunitario.

Nata poverissima a Caspoli, frazione montana di Mignano Monte Lungo, ebbe un’infanzia disagiata. Rimasta orfana di padre in giovane età, sposò Rocco Zenga che morì poco dopo. Nel 1862 conobbe Francesco Guerra, ex sergente del disciolto Esercito delle Due Sicilie che aveva rifiutato il giuramento all’esercito italiano e si era dato alla macchia.

Capo Brigante

Michelina non fu una semplice compagna, ma un’effettiva combattente della banda. Da documenti militari dell’epoca si apprende che era armata di fucile a due colpi e pistola, e che fu riconosciuta come uno dei capi della banda di 21 individui. La banda adottava tattiche di guerriglia: piccoli gruppi compivano azioni, per poi disperdersi e riunirsi in punti prestabiliti.

Dal 1862 al 1868 operarono nel territorio tra le zone montuose di Mignano e i paesi del circondario. Famoso rimase l’assalto al paese di Galluccio, con lo stratagemma di alcuni briganti travestiti da carabinieri che conducevano altri briganti nella loro loggia, fintamente catturati.

La Morte e l'Esposizione

Nel 1868 fu inviato nella zona il generale Emilio Pallavicini di Priola con pieni poteri. Una delazione portò alla cattura della banda.

Il 30 agosto 1868, Michelina Di Cesare, mentre tentava di fuggire, venne dapprima ferita dal medico del battaglione che braccava lei e Francesco Guerra, poi fu uccisa da un gruppo di soldati.

I loro corpi, messi a nudo e martoriati, furono esposti nella piazza centrale di Mignano a monito della popolazione locale. Le fotografie del suo corpo morto, denudato e tumefatto, furono poi utilizzate dalla propaganda sabauda come monito.

Memoria storica

Alla brigantessa sono state dedicate canzoni (“Il sorriso di Michela” di Eugenio Bennato, “Michelina” del gruppo folk MBL), romanzi, opere teatrali e recentemente la serie Netflix “Briganti” (2024). Nel territorio di Caspoli esistono lapidi che ricordano la nascita di altri briganti come Alessandro Pace e Giacomo Ciccone.

PATRIMONIO ARTISTICO E MONUMENTALE
Castello Ettore Fieramosca

Il Castello Ducale sorge sull’antica acropoli di Mignano Monte Lungo. Le primitive strutture del castello, costruite probabilmente tra il X e XI secolo, sfruttarono la naturale difesa offerta da una rupe di roccia piroclastica posta in prossimità di uno sdoppiamento del fiume Peccia.

Il castello è realizzato in tufo e presenta una notevole stratificazione architettonica, conseguenza della sua lunga storia. La struttura è caratterizzata da un possente volume orientato in direzione est-ovest destinato alla residenza, una robusta torre rotonda e alte mura merlate. Sul versante settentrionale era presente anche un possente mastio cilindrico, oggi perduto. Il maniero fu attribuito a Ettore Fieramosca nel 1504, un anno dopo la Disfida di Barletta, dal re di Spagna Ferdinando d’Aragona quale ricompensa dei brillanti fatti d’arme. Ettore venne nominato Conte di Mignano Monte Lungo, barone di Acquara e signore di Camigliano, Galluccio, Rocca d’Evandro e Romagnano al Monte. Guido Fieramosca, padre di Ettore, diede il contributo maggiore alla costruzione dell’edificio così come lo conosciamo.

Restauro e Riapertura

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il castello fu gravemente colpito dai bombardamenti e divenne luogo di rifugio della popolazione mignanese. Nel 1956 la struttura fu acquistata dal Vescovo di Teano, Mons. Francesco Simeone, che con l’aiuto di numerosi volontari riparò i danni inflitti dalla guerra. Dopo la morte di Mons. Simeone, il castello finì nell’abbandono.

Nel 2009 la struttura è stata acquisita dal Comune di Mignano Monte Lungo. Dal 2011 sono stati avviati lavori di restauro grazie ad un finanziamento di 8.041.650,00 € del P.O.R. Campania FESR 2007/2013. Il 12 maggio 2018 si è celebrata la riapertura al pubblico del castello dopo oltre cinquant’anni di chiusura, con la partecipazione del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Il castello oggi ospita eventi culturali, convegni e la manifestazione “Alla Corte di Ettore Fieramosca”.

Chiesa di Santa Maria Grande (XV-XVI secolo)

La chiesa principale del borgo venne eretta nel corso del XVI secolo per volere della moglie del re di Capua. Ad essa si accede tramite una piccola gradinata. L’ingresso è unico e l’interno si presenta a navata unica con cappelle laterali. La navata centrale termina con un altare sormontato da un abside. Conserva opere di pregio e testimonia la storia religiosa del territorio.

Chiesa di Sant'Andrea a Caspoli

Situata nella frazione montana di Caspoli, conserva una pregiata statua lignea di Sant’Andrea e una statua ottocentesca raffigurante la Madonna col Bambino.

Porta Fratte

La famosa porta medievale segnava l’ingresso nel feudo. Le sue rovine, unico rimasuglio delle mura medievali, sono poste nel caratteristico quartiere storico “La Cicuta”, ancora incontaminato e di forte suggestione medievale. Si narra che in questo quartiere crescesse la famosa erba velenosa della cicuta.

MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Festa di Sant'Antonio da Padova - 13 Giugno

Sant’Antonio da Padova è il santo patrono principale di Mignano Monte Lungo. La festa patronale si celebra ogni anno il 13 giugno con tradizionali festeggiamenti religiosi e civili che coinvolgono tutta la comunità.

Alla Corte di Ettore Fieramosca (Giugno)

La rievocazione storica medievale è l’evento più importante dell’anno. Si svolge nel Centro Storico e presso il Castello con:

  • Apertura delle botteghe medievali
  • Sfilata medievale con le 10 contrade di Mignano Monte Lungo
  • Corteo in costume storico da Porta Fratte fino al Castello
  • Sfida delle contrade con giochi medievali
  • Apertura delle locande con piatti tipici
  • Spettacoli di sbandieratori e sputafuoco
  • Premiazione della contrada vincitrice
Inno al Novello (Novembre)

Manifestazione enogastronomica che si svolge nel borgo medievale della Cicuta, dove è possibile degustare il vino novello e piatti tipici della tradizione locale.

Vino DOC Sotto Le Stelle (Settembre)

Tour enogastronomico nel centro storico con degustazione dei vini DOC Galluccio e prodotti tipici del territorio.

Commemorazione Battaglia di Monte Lungo (8 Dicembre)

Ogni anno l’8 dicembre si tiene la solenne commemorazione dei caduti della battaglia di Monte Lungo presso il Sacrario Militare, con la presenza di autorità militari e civili.

Street Food Festival (Agosto)

Festival gastronomico estivo con stand di cucina di strada, musica e intrattenimento.

MUSEI E LUOGHI DELLA MEMORIA
Sacrario Militare di Monte Lungo

Inaugurato nel 1951, il Sacrario Militare raccoglie le salme di 974 caduti della guerra di Liberazione 1943-1945 provenienti da vari cimiteri di guerra sparsi in tutta Italia: 909 sono noti e 65 ignoti. Tra le tante salme raccolte vi sono anche quelle dei soldati impegnati nella battaglia di Monte Lungo dell’8 e 16 dicembre 1943.

Sopra la scalinata centrale vi è una cappella ai cui lati sono presenti i loculi dei morti durante la battaglia di Monte Lungo. Al centro vi è un altare in marmo scuro, sormontato da un pregevole altorilievo di marmo bianco scolpito dallo scultore Canonica che riproduce un soldato morente nella visione del Cristo Redentore.

Salendo di pochi metri si può ammirare una grande statua in bronzo della Madonna Immacolata detta “Madonnina del Sacrario” che dà l’impressione di vegliare e benedire il sonno dei caduti. Ogni anno l’8 dicembre avviene la commemorazione dei caduti durante la battaglia di Monte Lungo.

Museo Militare ai piedi di Monte Lungo

Di fronte al Sacrario è nato un Museo Militare che raccoglie documenti, armi, fotografie e suppellettili varie a ricordo dei soldati italiani nella guerra di liberazione a fianco degli alleati anglo-americani. Nel cortile antistante vi sono piazzole sulle quali sono esposti esemplari di mezzi corazzati e pezzi di artiglieria italiani ed inglesi impiegati nella guerra di liberazione.

Museo Storico Comunale "Il Risorgimento"

Il museo è ubicato nei sotterranei della Casa Comunale ed è stato allestito per volontà di un reduce combattente, il sottotenente Rovera. Sono raccolti reperti bellici, viva testimonianza dei tanti soldati caduti durante le battaglie del dicembre 1943. È presente anche una ricca biblioteca comunale.

Museo Historicus

Lo spazio espositivo privato, nato su iniziativa di Angelo Andreoli e Maria Cristina Verdone, raccoglie foto, testimonianze e materiali risalenti alla seconda guerra mondiale e al brigantaggio. È un centro in continua evoluzione che si arricchisce di volta in volta di nuovi reperti storici. Una sala è dedicata interamente a Michelina Di Cesare e al fenomeno del brigantaggio.

PRODOTTI TIPICI ED ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Olio Extravergine di Oliva "Terre Aurunche" DOP

Il territorio di Mignano Monte Lungo rientra nella zona di produzione dell’Olio Extravergine di Oliva “Terre Aurunche” DOP, ottenuto con Reg. (CE) n. 1361 del 19 dicembre 2011. Il disciplinare richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla cultivar “Sessana”, varietà autoctona del territorio.

Galluccio DOC: Vini su Terreni Vulcanici

Mignano Monte Lungo rientra nella zona di produzione del Galluccio DOC, denominazione istituita nel 1997 che comprende i territori dei comuni di Conca della Campania, Galluccio, Mignano Monte Lungo, Rocca d’Evandro e Tora e Piccilli.

L’area del Galluccio DOC è caratterizzata dal vulcano spento di Roccamonfina, la cui attività passata (tra 630.000 e 50.000 anni fa) ha reso i terreni estremamente favorevoli alla coltivazione della vite. I depositi lavici, ricchi di microelementi e di potassio, conferiscono alle uve profumi intensi e ai vini grande mineralità e longevità.

Storia Vitivinicola

La testimonianza di Giannantonio Campano, eminente umanista nato nel 1429 a Cavelle (frazione di Galluccio), ne sottolinea la vocazione vinicola: inviò all’amico Jacopo Ammannati, Cardinale di Pavia, dell’uva locale descrivendola come “sana, vigorosa, non inferiore al miele imetteo”.

È possibile ritenere che il Falerno fosse prodotto anche in quest’area, sebbene nessuno studioso abbia potuto stabilire con certezza l’estensione esatta dell’Ager Falernus. L’area è ubicata tra alcune delle principali arterie di comunicazione dell’età romana, in specie la via Appia e la via Latina (attualmente SS Casilina), ove insistevano importanti insediamenti agricoli con ville dedite alla coltivazione della vite e dell’olivo.

Altri Prodotti Tipici

• Funghi porcini, ovuli, gallinacci, mazze di tamburo e chiodini dei boschi del Monte Camino
• Castagne e nocciole
• Formaggi artigianali
• Miele
• Prodotti dell’agricoltura biologica

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Orari

Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8:00 alle 16:00

SI RICEVE SU APPUNTAMENTO

Lunedì e Giovedì
dalle 9:00 alle 12:00

dott.ssa C. Pacitto e
dott.ssa G. Prata

Mercoledì e Venerdì
dalle 9:00 alle 12:00

dott. A. Margiore e
dott. G. A. Russo

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