I comuni del GAL Domitio Aurunco

Presenzano-Stemma

COMUNE DI PRESENZANO
Indirizzo: Via S. Rocco

Sito web: www.comune.presenzano.ce.it

CAP: 81050

Telefono: 0823 989055

Abitanti: 1609

Presenzano

antica Rufrae

Presenzano è un Comune della provincia di Caserta che sorge arroccato su un’altura ai piedi del monte Cesima, dominando l’estremità nord occidentale della piana del fiume Volturno. Con una popolazione di circa 1.617 abitanti e un territorio di 31,66 km², il comune conserva un fascino antico grazie ai suoi resti archeologici e alla suggestiva vista panoramica sulla valle del Volturno. Il centro storico, con la sua posizione strategica, è testimone di una storia millenaria che affonda le radici nell’epoca sannita e che si è sviluppata attraverso i periodi romano, medievale e moderno. Il comune è identificato con l’antica Rufrae, importante centro sannita ricordato da Virgilio e Silio Italico.

STORIA E ORIGINI

Origini Sannite

Le origini di Presenzano risalgono al popolo dei Sanniti, che costruì una prima rete di insediamenti fortificati sulle alture della zona, con cinte di mura megalitiche a difesa e controllo dei passaggi verso Sesto Campano e la piana di Cesima. Tracce di queste fortificazioni sono ancora visibili nella zona di Pentime, a colle Castello e in Cesima stessa.
L’antica Rufrae era un centro sannita di grande importanza, posto sulla strada che collegava l’Abruzzo con la costa tirrenica. La posizione strategica sul colle di Presenzano (370 m s.l.m.) costituiva un avamposto naturale fondamentale per il controllo delle vie d’accesso all’alta valle del Volturno e al cuore del Sannio, nonché verso Teano e il Lazio attraverso la valle del Liri.

Epoca Romana

Nel 326 a.C. circa, Rufrae fu conquistata dai Romani. Secondo il racconto dello storico Livio (Livio VIII, 25, 4), le truppe romane invasero anche le vicine Callifae e Allifae. Tra il II e il I secolo a.C., Rufrae si spostò in prossimità della via Latina e venne organizzata in vici (aggregati di case e terreni).
Il territorio dell’antica Rufrae comprendeva quel tratto di pianura tra monte Cesima e il Volturno, e probabilmente anche parte della conca di Mignano e della valle del vulcano di Roccamonfina. La Tabula Peutingeriana riporta il toponimo ‘ad Rotas’ lungo il percorso della via Latina, che alcuni studiosi ritengono essere una corruzione di ‘ad Rufas’.

L’epoca Medievale

In età medioevale, per motivi strategici, la popolazione si spostò nuovamente sul colle dove fu edificato un castello. Il nuovo abitato assunse il nome di Presenzano, un derivato del gentilizio latino Praesentius.

L’abitato entrò a far parte nel X secolo del principato longobardo di Capua. In seguito, sotto i Normanni, fu dominato nel 1097 da Landenolfo conte di Teano. Nel Duecento il feudo venne unito a Vairano per fondare un’unica baronia, che appartenne prima a Goffredo Caetani d’Anagni, quindi a Bartolomeo di Capua, agli d’Aquino e agli d’Avalos.

Nel Cinquecento i d’Avalos cedettero Presenzano e Vairano a Giovanni Vincenzo Cossa. In quello stesso secolo il feudo di Presenzano fu separato da quello di Vairano. Il 28 giugno 1616, con atto del notaio Gramazio de Amodeo di Napoli, Decio del Balzo acquistò il feudo, che resterà in possesso dei Del Balzo fino all’eversione della feudalità.

Già appartenuto alla provincia di Terra di Lavoro nel Regno delle Due Sicilie, in seguito alla spedizione dei Mille passò alla provincia di Campobasso nel Regno d’Italia, assieme ad altri 12 comuni. Tuttavia nel 1878 il solo comune di Presenzano tornò alla provincia di Terra di Lavoro (oggi provincia di Caserta).

PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO
San Nicola di Bari: Patrono di Presenzano

San Nicola di Bari è il Santo Patrono di Presenzano, la cui festa si celebra il 6 dicembre. San Nicola, vescovo di Myra nel IV secolo, è venerato dalla Chiesa Cattolica, Ortodossa e Anglicana per la sua generosità verso i bisognosi e per i numerosi miracoli a lui attribuiti. Le sue reliquie, traslate a Bari nel 1087, sono custodite nella Basilica di San Nicola a Bari, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della cristianità.

Chiesa della SS. Annunziata

La Chiesa della SS. Annunziata è la chiesa madre di Presenzano, situata al centro del paese. Di costruzione romanica, risulta essere stata edificata circa nel secolo XVI e trasformata nel tempo fino al 1934-1936, quando si può notare anche l’inserimento dell’abitazione del parroco.

Nella chiesa sono presenti due grandi dipinti sotto la soffitta che rappresentano il mistero dell’Annunciazione, con l’Eterno Padre rappresentato da un uomo con la barba e con la palla in mano che sarebbe il mondo, e una colomba che rappresenta lo Spirito Santo. Si nota una fascia di luce che parte dalla colomba e va nell’altro dipinto ad investire una fanciulla in preghiera, che rappresenta la Madonna, mentre la fascia di luce rappresenterebbe il Figlio di Dio che si fa uomo nel seno purissimo di Maria Vergine.

La chiesa è stata oggetto di lavori di restauro iniziati nel 2020 e realizzati grazie all’intervento della Conferenza Episcopale Italiana con il contributo dell’8xmille. La riapertura al culto è avvenuta nel giugno 2022 con una solenne celebrazione presieduta dal Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi.

Chiesa Romanica di San Nicola

La Chiesa romanica di San Nicola presenta una struttura a capanna. L’accesso è costituito da un portale di marmo, sormontato da una lunetta riccamente decorata da angioletti e da un affresco centrale. Nel suo interno la chiesa è a tre navate separate da archi romanici in tufo a tutto sesto; sulla destra è presente anche un arco acuto gotico, sormontato da un arco romanico.
La chiesa è stata ristrutturata grazie a fondi stanziati in seguito al sisma del 1980, conservando le caratteristiche architettoniche romaniche originali.

PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO
Anfiteatro di Rufrae

In località Taverna San Felice si trova l’anfiteatro dell’antica Rufrae, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici del territorio. Nel corso di scavi effettuati per impiantare condotte per l’irrigazione sono venuti alla luce reperti archeologici di grande valore.
Dell’edificio sono state rilevate le parti settentrionali e orientali della cavea e l’ambulacro anulare relativo coperto da volta a botte, crollata però in diversi punti. L’edificio, databile dal I secolo a.C. al IV secolo d.C., era realizzato in gran parte in opera reticolata di tufo giallo con pilastri e stipiti in tufelli rettangolari.

Reperti Archeologici

In località Taverna San Felice si trova l’anfiteatro dell’antica Rufrae, uno dei più importanti ritrovamenti archeologici del territorio. Nel corso di scavi effettuati per impiantare condotte per l’irrigazione sono venuti alla luce reperti archeologici di grande valore.

Dell’edificio sono state rilevate le parti settentrionali e orientali della cavea e l’ambulacro anulare relativo coperto da volta a botte, crollata però in diversi punti. L’edificio, databile dal I secolo a.C. al IV secolo d.C., era realizzato in gran parte in opera reticolata di tufo giallo con pilastri e stipiti in tufelli rettangolari.

Tra i reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Presenzano si annoverano:

  • Statuette votive in creta del VI secolo a.C. di incomparabile bellezza
  • Resti di un’antica cinta muraria in blocchi poligonali, probabilmente risalente al periodo delle guerre sannitiche
  • Un piccolo anfiteatro romano
  • Una necropoli abbastanza estesa
  • Un santuario antecedente alla conquista romana
Il Castello di Presenzano

Il castello di Presenzano, oggi in rovina, sorge sulla cima del colle che domina la piana tra Presenzano e Vairano Patenora.

Era una struttura ad impianto quadrilatero probabilmente edificata nel Primo Medioevo, che utilizza come basamento le mura del recinto sannita.

Il primo documento che riguarda il castello è del 1091, durante il periodo normanno, quando vi abitò Pandolfo di Teano. L’insediamento tardolongobardo, potenziato in età normanna, ha rioccupato l’acropoli della sannitica Rufrae. Il castello appartenne ai Baroni d’Avalos e in seguito ai Duchi del Balzo.

Attualmente sono ancora visibili i ruderi del mastio (grande dongione normanno) e del recinto fortificato a torri quadrate o cilindriche. Si tratta di una rarissima testimonianza di rocca normanna attorno al dongione, distinta dalle mura che difendevano il sottostante abitato. Di eccezionale valore archeologico e monumentale è anche la presenza di difese sannitiche in opera poligonale poste alla base dei muri medievali.

CENTRALE IDROELETTRICA "DOMENICO CIMAROSA"

La centrale idroelettrica ENEL “Domenico Cimarosa” di Presenzano è una tipica centrale a ciclo chiuso con una potenza totale di 1000 MW. È costituita da due bacini dalla capacità di circa 7 milioni di m³ cadauno e con un dislivello relativo di circa 500 metri.

I lavori di costruzione della centrale sono iniziati nel 1979 e si sono conclusi nel 1990, con l’inaugurazione presenziata dall’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il costo approssimativo per la realizzazione della centrale si aggirò intorno ai 1.000 miliardi di lire.

La centrale è per grandezza la prima in Italia e la seconda in tutta Europa. Essa è formata da due bacini, di cui uno a monte e un altro a valle, che permettono l’accumulo e la produzione di energia elettrica attraverso il pompaggio dell’acqua.

GEOGRAFIA E AMBIENTE

Il territorio di Presenzano ha un’estensione di 31,66 km², con altitudine variabile tra 121 e 894 metri sul livello del mare. Il centro storico è arroccato su una collina alla cui sommità sono i ruderi del castello con cinta muraria a blocchi poligonali, che domina la valle.

È un territorio prevalentemente agricolo con produzioni diversificate: cereali, olio e frutta. Non manca l’attività zootecnica. Dal punto di vista ambientale e morfologico, il territorio era caratterizzato dall’abbondanza di acqua, grazie al lago di Vairano e al lago delle Corree, situati ai margini della piana. Esisteva inoltre il cosiddetto Bosco di Presenzano, del quale oggi non vi è più traccia. Il paesaggio è caratterizzato da un’alternanza di zone coltivate e aree naturali, con una posizione dolcemente distesa sul versante della collina che regala bellissimi affacci e terrazze panoramiche circondate da incantevole e rigogliosa vegetazione.

PRODOTTI TIPICI ED ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Un territorio fertile al crocevia di tre regioni

Presenzano, antico centro sannita dell’Ager Rufrae, conserva una vocazione agricola millenaria. Situato nell’Alto Casertano tra Campania, Lazio e Molise, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, il territorio beneficia di suoli vulcanici fertili e di un microclima ideale per produzioni diversificate di qualità.

CORILICOLTURA - La Nocciola Mortarella

Presenzano è tra i comuni di riferimento per la corilicoltura dell’Alto Casertano, insieme a Teano, Carinola, Vairano Patenora e Caianello. Negli ultimi decenni la coltivazione del nocciolo ha registrato un’espansione significativa, con impianti moderni situati tra i 300 e i 700 metri s.l.m.

La Nocciola Mortarella, prodotto agroalimentare tradizionale riconosciuto dal Ministero, si caratterizza per un frutto medio-piccolo con polpa bianco-avorio aromatica. Quando tostata, sprigiona sentori di crosta di pane e caramello, rendendola particolarmente apprezzata dall’industria dolciaria.

L’Agriturismo Bosco Farneto, nato come noccioleto negli anni ’70 e condotto in regime biologico certificato dal 1995, rappresenta un esempio virtuoso di agricoltura sostenibile, coniugando produzione di qualità con ospitalità agrituristica e fattoria didattica.

MELICOLTURA - Mela Annurca Campana IGP

L’Azienda Agricola De Fusco (terza generazione, sede legale a Presenzano) gestisce oltre 11 ettari di frutteti a Marzano Appio, ai piedi del Roccamonfina, producendo la Mela Annurca Campana IGP (Reg. CE n. 417/2006), celebrata come “la regina delle mele”.

Il metodo tradizionale: i frutti vengono raccolti acerbi a metà settembre e sistemati sui “melai” per l’arrossamento al sole (10-15 giorni), con frequenti rivoltamenti manuali che conferiscono la caratteristica colorazione rossa brillante. L’azienda coltiva anche Golden Delicious, Fuji Kiku, Stark Delicious e Bakai.

PESCHICOLTURA

Diverse varietà di pesche coprono l’intera stagione estiva, commercializzate attraverso canali all’ingrosso verso mercati regionali e nazionali. I terreni pianeggianti e il clima favorevole creano condizioni ottimali per questa coltura.

CASTANICOLTURA

L’Azienda De Fusco produce Castagne Bouche de Betizac, cultivar francese apprezzata per dimensioni generose e qualità organolettiche.

NOCICOLTURA E OLIVICOLTURA

La produzione di noci completa l’offerta della frutta in guscio. Gli oliveti secolari forniscono olio extravergine d’oliva di qualità, espressione della tradizione olearia dell’Alto Casertano.

APICOLTURA

Dal 2013, l’Azienda De Fusco produce mieli artigianali che riflettono la biodiversità del territorio:

  • Miele di Castagno: colore ambrato scuro, sapore intenso, ideale con formaggi stagionati
  • Miele di Acacia: delicato, colore chiaro, ottimo dolcificante naturale
  • Miele Millefiori: versatile, dal gusto dolce e gradevole, perfetto per dolci e prima colazione


Oltre al miele: propoli, polline e altri prodotti dell’alveare.

ORTICOLTURA, CEREALICOLTURA E ZOOTECNIA

Il territorio si caratterizza per un’agricoltura diversificata con coltivazione di cereali, produzione orticola e allevamenti che contribuiscono al panorama produttivo locale.

AGRICOLTURA DIDATTICA

Masseria Cardilli, iscritta al registro regionale delle fattorie didattiche della Campania, offre percorsi educativi per scuole e famiglie sui cicli agricoli e le tradizioni rurali del territorio.

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