I comuni del GAL Domitio Aurunco

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Comune di Rocca d’Evandro
Indirizzo: Viale della Libertà

Sito web: www.comune.roccadevandro.ce.it

CAP: 81040

Telefono: 0823 906286

Abitanti: 2919

Rocca d'Evandro

l'antico borgo medievale dell'Alto Casertano

Rocca d’Evandro è situato su un piccolo colle ai piedi del Monte Camino, a 216 metri sul livello del mare. La sua posizione strategica, al confine tra Campania e Lazio, lo ha reso nel corso dei secoli un importante avamposto militare.

STORIA E ORIGINI
L’insediamento romano di Vandra

L’origine del toponimo è incerta, ma prima dell’XI secolo la località era nota come Rocca di Bandra, Rocca di Vandra o semplicemente Vandra. Si ritiene che l’insediamento più antico fosse posto a valle, probabilmente di origine romana, forse nato in seguito all’esodo delle popolazioni di Casinum (Cassino) ed Aquinum nel 582 d.C., quando fuggivano dalle scorrerie del duca longobardo di Benevento, Zotone.
Nel territorio comunale, in località Mortola (Porto di Mola), sono emersi durante gli scavi archeologici del 1992 i resti di un importante approdo vinario romano e di una fabbrica di anfore vinarie, testimonianza della vocazione vitivinicola del territorio sin dall’epoca romana. Questi ritrovamenti archeologici attestano l’esistenza dell’antico insediamento di Vandra lungo le sponde del fiume Garigliano.

Il Castello e il periodo medievale

Il castello di Rocca d’Evandro nasce intorno al X secolo sull’antica acropoli. La prima citazione storica risale al 744 d.C. Nel 1022 iniziano le lotte tra i conti di Teano per il possesso del castello. Nel 1066, il castello risultava ancora possesso del monastero di Montecassino, come testimoniato dalla porta bronzea fusa a Costantinopoli per ordine dell’abate Desiderio, dove era raffigurato il territorio con tutti i possedimenti dell’abbazia, tra cui Rocca d’Evandro.
Nel corso del Medioevo il castello subì due devastanti terremoti, nel 1117 e nel 1349, che causarono gravi danni alla struttura e al territorio circostante. Nonostante le distruzioni, il castello fu sempre ricostruito data la sua importanza strategica.

I Signori di Rocca d'Evandro

La fortezza ha avuto numerosi proprietari nel corso dei secoli:

  • Enrico II confiscò le terre a Pandolfo IV, principe di Capua, e le consegnò all’Abbazia di Montecassino
  • Ettore Fieramosca (inizi del XVI secolo): l’eroe della Disfida di Barletta fu signore di Rocca d’Evandro insieme a Camino e Mignano
  • Vittoria Colonna (1534): la celebre poetessa ricevette in dono il feudo da Carlo V, dopo la conquista del Regno di Napoli, per il suo contributo. I monaci di Montecassino si rifugiarono nel castello con i loro tesori durante l’invasione, ma la fortezza venne espugnata dall’artiglieria del marchese di Pescara
  • Famiglia Sammarco: dopo Vittoria Colonna, il castello passò a questa famiglia
  • Famiglia Cedronio (dal XVII secolo): ultimi feudatari, prima baroni e dal 1677 marchesi di Rocca d’Evandro. Sotto questo casato il castello risulta ampliato e fortificato. All’inizio dell’Ottocento, il castello contava ben 365 stanze.
Comune strategicamente importante sulla Linea Gustav

Rocca d’Evandro fu teatro di tragici eventi durante la Seconda Guerra Mondiale. Il comune, posto sulla Linea Gustav, si trovò al centro degli opposti schieramenti tra il 1943 e il 1944. La Linea Gustav era la linea fortificata difensiva tedesca che divideva l’Italia in due, estendendosi dalla foce del Garigliano fino a Ortona, sull’Adriatico.

Il territorio subì:

  • Violenti rastrellamenti da parte delle truppe tedesche
  • Devastanti bombardamenti
  • La morte e il ferimento di numerosissimi cittadini
  • La quasi totale distruzione dell’abitato


La popolazione, costretta allo sfollamento e all’abbandono di tutti i beni personali, dovette trovare rifugio nelle località vicine, tra stenti e dure sofferenze. Per questi eventi, il Comune ha ricevuto il riconoscimento di “Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio”.

PATRIMONIO ARTISTICO E MONUMENTALE
Castello Ducale

Il Castello Ducale è il bene artistico più rilevante del territorio. Situato in posizione imprendibile su una rupe con tre pareti a strapiombo, domina il borgo medievale e l’intera vallata. La sua posizione strategica, che un tempo lo rese prezioso per gesta militari, oggi lo rende ideale per un uso turistico e culturale. Il castello è attualmente in fase avanzata di restauro.

Chiesa di Santa Maria Maggiore (XVIII secolo)

Tra le chiese più notevoli del territorio, Santa Maria Maggiore risale al Settecento. La caratterizza una facciata dominata da un elegante portale che sorregge un timpano acuto con una raffigurazione della Madonna con Bambino. L’interno è a navata unica, fortemente rimaneggiato nel periodo barocco, a cui riportano dorature e stucchi. Tra i pezzi pregevoli, l’altare e il coro ligneo del Settecento. Il campanile, situato sulla sinistra dell’edificio, fu rialzato di 5 metri nel dopoguerra, affinché sovrastasse l’altezza della chiesa. Storiche sono anche le campane del 1693 e del 1721.

Chiesa del Farneto (XVIII secolo)

Altra importante testimonianza settecentesca del patrimonio religioso roccavandrese.

Santuario di Monte Camino (XVII secolo)

Posto a circa 1.000 metri s.l.m. sulla cima del Monte Camino (960 m), il santuario è dedicato alla Madonna di Monte Camino. Secondo la descrizione dell’Abate Giovan Battista Pacichelli (fine ‘600), nella più alta delle montagne alle spalle del castello “stava l’antica Terra di Camino hoggi distrutta, essendovi rimasta solo una Chiesa detta S. Maria di Camino”, dove i miracoli operati dall’immagine della Madonna hanno attratto nei secoli numerosi romiti che assistevano al culto divino.

Il santuario è raggiungibile a piedi con un’escursione di circa 1 ora e 30 minuti dalla frazione di Camino, attraversando boschi di pini e querce. Dal santuario si gode di un panorama vastissimo sulla costa tirrenica, l’alto Casertano e il basso Lazio. Una targa ricorda la ricostruzione del santuario in seguito ai bombardamenti subiti nella Seconda Guerra Mondiale. Il santuario è meta di pellegrinaggio annuale dalle frazioni di Camino e Caspoli.

Eremo dell'Eterno Padre su Monte Maggiore (XVI secolo)

Antica struttura eremitica che testimonia la vocazione spirituale del territorio montano.

Chiesa di Santa Maria di Mortola

Situata nella frazione omonima, vicino a Suio Terme, è stata ristrutturata nel corso dei secoli.

Cappella di San Tommaso (XV secolo)

Anch’essa ristrutturata, rappresenta una testimonianza dell’architettura religiosa tardomedievale.

Le Frazioni

Oltre al borgo principale, Rocca d’Evandro comprende sei frazioni:

  • Camino: con i villaggi di Colle, Formella e Vallevona
  • Bivio Mortola: sede del Municipio
  • Casamarina: con le contrade di Marsella, Campo dei Fiori, Vandra e Selvotta
  • Campolongo
  • Cocuruzzo
  • Mortola: dove si trovano i resti dell’antico porto romano
MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Festa di San Rocco - 16 Agosto

San Rocco è il santo patrono principale di Rocca d’Evandro. La festa patronale si celebra ogni anno il 16 agosto con tradizionali festeggiamenti nella suggestiva e storica Piazza Fanelli nel Centro Storico.

Sagra degli Gnocchi

L’evento gastronomico più atteso è la Sagra degli Gnocchi, dove vengono preparati gli gnocchi secondo la storica ricetta alla roccavandrese, conditi con un saporito sugo al pomodoro. La manifestazione celebra una delle specialità culinarie più rappresentative del territorio.

Carnevale

Tradizionale manifestazione carnevalesca con sfilate, parate e celebrazioni che coinvolgono tutta la comunità.

Campus Musicale Estivo

Eventi culturali dedicati a giovani strumentisti e cantanti, studenti e professionisti, che si svolgono nel Centro Storico durante il periodo estivo.

PRODOTTI TIPICI ED ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Olio Extravergine di Oliva "Terre Aurunche" DOP

Il territorio di Rocca d’Evandro rientra nella zona di produzione dell’Olio Extravergine di Oliva “Terre Aurunche” DOP, ottenuto con Reg. (CE) n. 1361 del 19 dicembre 2011. Il disciplinare richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla cultivar “Sessana”, varietà autoctona del territorio.

Vini DOC Galluccio: La Vocazione Vitivinicola

Rocca d’Evandro rientra nella zona di produzione del Galluccio DOC, denominazione istituita nel 1997 che comprende i territori dei comuni di Conca della Campania, Galluccio, Mignano Monte Lungo, Rocca d’Evandro e Tora e Piccilli.

I terreni vulcanici del Roccamonfina, scuri e ricchi di minerali, con tracce di potassio e basalto, creano un equilibrio chimico particolare che conferisce ai vini una spiccata mineralità e grande longevità, caratteristiche tipiche dei vini prodotti su suoli vulcanici.

Altri Prodotti Tipici
  • Funghi porcini, ovuli, gallinacci, mazze di tamburo e chiodini dei boschi del Monte Camino
  • Formaggi artigianali
  • Miele
  • Nocciole e castagne
  • Gnocchi alla roccavandrese: ricetta tradizionale locale
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