I comuni del GAL Domitio Aurunco
Comune di Roccamonfina
Indirizzo: Via Municipio, 8 – 81035 Roccamonfina (CE)
Sito web: www.comune.roccamonfina.ce.it
CAP: 81035
Telefono: 0823 677202
Abitanti: 3099
Roccamonfina
Il borgo della castagna nato dall'antico vulcano
1. GEOGRAFIA E GEOLOGIA
Il vulcano di Roccamonfina: il gigante buono
Il vulcano di Roccamonfina, seppur inattivo, rappresenta uno dei sistemi vulcanici più interessanti e studiati per la sua importanza geologica. La sua attività eruttiva è datata tra 630.000 e 50.000 anni fa, articolandosi in tre grandi epoche eruttive separate da lunghi periodi di quiescenza, durante i quali si sono verificate importanti variazioni nelle modalità eruttive.
Il territorio occupato dal vulcano di Roccamonfina copre un’area di circa 450 km², con un diametro di base di circa 15 km e un’altezza complessiva dell’edificio vulcanico di 1.006 metri (Monte Santa Croce), mentre la cinta calderica ha un diametro di oltre 6 km. Date le dimensioni ragguardevoli, il vulcano di Roccamonfina è classificato come il quarto vulcano italiano per dimensioni planimetriche e il quinto per altitudine, dopo l’Etna, il Vulture, il Vesuvio e il Monte Amiata. La singolare morfologia che ospita il borgo è perfettamente visibile dall’alto e testimonia un passato geologico effervescente che ha creato un terreno estremamente fertile, habitat ideale per rigogliosi castagneti, uliveti e vigneti che caratterizzano il paesaggio locale.
I doni del vulcano: fertilità e acque termali
Il terreno vulcanico, estremamente fertile e ricco di elementi minerali, ha creato l’habitat ideale per castagneti, uliveti e vitigni. I castagneti secolari che ammantano le pendici del vulcano rappresentano una preziosa risorsa economica e paesaggistica.
Lungo il territorio tra Suio e Riardo si trovano numerose sorgenti di acqua termale e mineralizzata. Le acque, filtrate e arricchite dalle rocce vulcaniche con magnesio, potassio e bicarbonato, danno origine a celebri acque minerali come la Ferrarelle e alle rinomate Terme di Suio. Presso Teano sgorgano le Caldarelle (18°C) e presso Francolise l’Acqua Catena (22°C).
2. LE ORIGINI STORICHE: DAGLI AURUNCI AI ROMANI
Le prime testimonianze di insediamenti stabili nel territorio sono costituite da frammenti epigrafici in lingua osca rinvenuti presso una sorgente in località La Surienza. Uno di questi, scolpito su pietra tufacea di epoca romana e conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, reca l’iscrizione MIFINEÍS, chiaramente in relazione con il toponimo attuale.
Sul Monte Frascara, a circa 1.000 metri di altitudine, sono visibili resti di mura megalitiche nel sito archeologico noto come L’Orto della Regina. Questo luogo evocativo è avvolto da un’atmosfera mistica. Secondo la leggenda, la Principessa Fina, nipote dell’imperatore Filippo l’Arabo, dovette rifugiarsi sui monti vulcanici per sfuggire alla repressione dell’imperatore Decio. Decio, follemente innamorato di Fina, la cercò ovunque ed eresse una rocca in suo onore, da cui deriverebbe il nome Roccamonfina (“rocca della mia Fina”).
Dal feudalesimo all’età moderna
Nel periodo feudale, Roccamonfina fu possesso dei Marzano e dei principi di Stigliano. Nel 1618 passò a Elena Aldobrandini, nipote di Papa Clemente VIII, che ne assunse il titolo di ‘signora’ e vi soggiornò a lungo, facendo abbellire il castello fortificato. Durante la sua permanenza fece piantare i tigli in Piazza Nicola Amore, che ancora oggi offrono ombra e frescura. Il territorio fu duramente colpito dall’epidemia di peste del 1656. Sotto il dominio di Carlo III di Borbone e del primo ministro Bernardo Tanucci, furono attuate riforme importanti con l’abolizione dei feudi, dichiarati terre regie. Roccamonfina conservò lo status di Terra Regia anche durante il governo Bonaparte-Murat.
3. LA CASTAGNA: ORO BRUNO DI ROCCAMONFINA
La Castagna IGP: un’eccellenza riconosciuta
Dal 2021, la Castagna di Roccamonfina ha ottenuto il prestigioso riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta). I castagneti sono parte integrante del paesaggio da secoli e rappresentano una risorsa economica fondamentale. La varietà più diffusa è la
Tempestiva (o Primitiva), così chiamata per la sua precoce maturazione. Grazie alle basse altitudini, al terreno vulcanico e al clima caldo-umido, è la prima castagna italiana a maturare, entrando in commercio già all’inizio di settembre. Altre varietà coltivate sono la Napoletana (o Riccia), seconda per superfici coltivate, che matura dalla terza decade di settembre; la Paccuta (o Paccona), tipica del teanese, con frutti grossi e regolari; la Mercogliana (Marrone) e la Lucente (o Lucida).
La Sagra della Castagna e del Fungo Porcino
Ogni anno nel mese di ottobre si svolge la rinomata Sagra della Castagna IGP e del Fungo Porcino, giunta alla 47ª edizione (anno 2025).
In occasione della 42ª edizione, Roccamonfina si è aggiudicata l’ingresso ufficiale nel Guinness World Record per il “vrollaro” (padella bucherellata per caldarroste) più grande del mondo, testimonianza dell’orgoglio locale per questa tradizione secolare.
4. ARTE, FEDE E ARCHITETTURA
Il Santuario di Santa Maria dei Lattani
A circa 850 metri sul livello del mare, su uno dei rilievi all’interno del vulcano, sorge il magnifico Complesso del Santuario di Santa Maria dei Lattani. La fondazione risale al 1430 ad opera di San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca, in seguito al miracoloso ritrovamento di una statua della Vergine.
Secondo la leggenda, un pastorello notò che una delle sue caprette si allontanava ogni giorno, tornando la sera con il petto più grosso e producendo più latte. Seguendola, scoprì una grotta con una cassa di legno sorvegliata da un serpente: conteneva la statua della Madonna col Bambino. La notizia si diffuse rapidamente, attirando in pellegrinaggio San Bernardino e San Giacomo, che decisero di edificare il Santuario per onorare l’evento miracoloso. Il complesso comprende la Chiesa, il Romitaggio di San Bernardino, il Convento, il Cortile e il Chiostro francescano, a pianta rettangolare con colonne decorate e pareti adornate da suggestivi dipinti seicenteschi che raccontano la vita di San Francesco. L’architettura, di stile romanico-rinascimentale, ha un aspetto imponente che avvolge di atmosfera mistica l’intera area.
Le decorazioni e le sculture, quasi tutte in pietra vulcanica di Roccamonfina, sono ascrivibili alla fase durazzesca e aragonese del Regno di Napoli. Dal cortile del Santuario si apre una vista panoramica maestosa che spazia fino al Golfo di Napoli.
Sul lato sinistro del piazzale esterno si trova la Fontana della Madonna, sovrastata da una maiolica raffigurante la storia del ritrovamento. Da questa fontana sgorga un’acqua ritenuta miracolosa, che secondo la tradizione aiuta le coppie ad avere figli e favorisce l’allattamento. La Madonna dei Lattani è infatti venerata come protettrice dei lattanti, e sono numerose le testimonianze di fedeli che affermano di aver ricevuto la grazia di un figlio.
Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore
Situata presso Piazza Nicola Amore, la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore risale all’XI secolo e presenta successivi ampliamenti. Di grande impatto è il campanile alto 40 metri, con struttura ottagonale decorata da una cupola in maioliche e un orologio pubblico adornato con simboli celesti e terrestri.
5. NICOLA AMORE: CITTADINO ILLUSTRE
Nicola Amore nacque a Roccamonfina il 18 aprile 1828 in una famiglia di nobile stirpe (conti). Dopo essersi laureato in chimica e giurisprudenza nel 1850, entrò nella magistratura e fu nominato giudice civile nel 1860. Aderì al gruppo dei liberali unitari detti “piemontesi” e la sua straordinaria carriera si articolò attraverso numerose prestigiose cariche.
Fu Questore di Napoli, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza (capo della polizia) nel ministero Ricasoli, Deputato del Regno dal 1865 al 1876 (eletto nei collegi di Campobasso, Napoli e Sansevero) e poi Senatore nel 1884. In questi anni divenne il principe indiscusso degli avvocati napoletani, famoso per la sua eloquenza oratoria paragonata a un “torrente impetuoso che trascina tutto sul suo cammino”.
Il suo nome resta legato soprattutto all’opera prestata come Sindaco di Napoli (1884-1887 e 1888-1889), durante il periodo del cosiddetto Risanamento. Con determinazione e competenza, avviò il progetto di risanamento della città, iniziando dalla costruzione delle fognature (per cui fu soprannominato “amministratore delle fogne”). Il 15 giugno 1889, alla presenza dei Reali, diede il primo colpo di piccone in via del Porto (poi divenuta Piazza Borsa), avviando lo sventramento del centro storico per creare corso Umberto I. Al centro del corso venne eretta una piazza in suo onore, nota ai napoletani come “e Quatto Palazze” (i Quattro Palazzi). Nonostante la sua vita si fosse svolta quasi interamente a Napoli, Amore non dimenticò mai le sue origini: nel suo testamento lasciò metà del suo patrimonio per la costruzione di un “Ospedale del Popolo” a Roccamonfina. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 1952, venne eretto l’Ente Morale Nicola Amore, che oggi continua a operare come Fondazione a beneficio della comunità locale.
La piazza principale di Roccamonfina è intitolata a Nicola Amore, mentre a Napoli una statua in marmo di Francesco Jerace lo ricorda in Piazza Vittoria. Il Comune di Roccamonfina ha richiesto più volte il ritorno della statua nel borgo natale, ma Napoli ha sempre ribadito che il monumento fa parte del patrimonio storico della città.
6. CURIOSITÀ E TRADIZIONI
Le neviere
Percorrendo i sentieri lungo le pendici del Roccamonfina è possibile ammirare esemplari di neviera: strutture in pietra di epoca pre-industriale che fungevano da refrigeratori naturali. In assenza di tecnologia moderna, il ghiaccio veniva prodotto con metodi esclusivamente naturali e conservato in queste costruzioni, testimonianza dell’ingegnosità delle popolazioni locali.
Il Museo Storico di Roccamonfina
Dal 2022 è presente sul territorio comunale il Museo Storico di Roccamonfina, che custodisce migliaia di cimeli e reperti bellici raccolti nell’areale vulcanico. Il museo offre una visione completa sugli effetti e le dinamiche della Seconda Guerra Mondiale sul territorio, con documenti, immagini e oggetti donati o rinvenuti localmente, per consegnare alle generazioni future la memoria delle brutalità della guerra e costruire luoghi migliori.
Manifestazioni ed eventi
Il calendario annuale di Roccamonfina è ricco di eventi:
• Estate Roccana (15 luglio – 31 agosto) – 67ª edizione: manifestazione estiva con eventi culturali, musicali e gastronomici
- Sagra della Castagna IGP e del Fungo Porcino (ottobre) – 46ª edizione: la più importante manifestazione del borgo
- Palio di Sant’Antonio: tradizionale competizione tra le contrade del paese
Feste patronali
Le feste dedicate a Sant’Antonio sono tra le più sentite dalla comunità:
- Calata di Sant’Antonio: ultimo martedì di maggio – la statua del santo viene portata in processione dal Santuario verso il centro abitato
- Salita di Sant’Antonio: ultima domenica di agosto – la statua risale verso il Santuario tra la devozione dei fedeli