I comuni del GAL Domitio Aurunco

Sessa_Aurunca-Stemma

COMUNE DI SESSA AURUNCA
Indirizzo: Via XXI Luglio

Sito web: www.comune.sessaaurunca.ce.it

CAP: 81037

Telefono: 0823 602201

Abitanti: 20.006

Sessa Aurunca

l’antica Sessa della Campania Felix

Il territorio di Sessa Aurunca si estende per circa 163 km² alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, il più antico della Campania. Il comune è il primo della provincia di Caserta per estensione territoriale e il secondo in Campania dopo Ariano Irpino. La sua collocazione all’estremo nord-ovest della Campania lo rende il comune più occidentale della regione.

STORIA E ORIGINI
Epoca romana e la Colonia Julia Felix Classica Suessa

Durante la II guerra sannitica, i Romani distrussero completamente le cinque città della Pentapoli per la loro mancata collaborazione.

Nel 313 a.C., Suessa Aurunca divenne colonia di diritto latino, e successivamente, nel 90 a.C., fu eretta a municipium con diritto alla cittadinanza romana, ascritta alla tribù degli Amelia. Sotto l’imperatore Augusto vi fu dedotta una colonia che prese il nome di Colonia Julia Felix Classica Suessa.

In questo periodo di grande sviluppo urbanistico, la città si arricchì di edifici pubblici monumentali: un teatro grandioso, un criptoportico, templi, terme, un acquedotto e il celebre Ponte Ronaco.

La città divenne uno dei centri più importanti della Campania Felix, raggiungendo grande prosperità grazie alla produzione agricola specializzata, in particolare viticoltura e olivicoltura. Il territorio produceva il famoso vinum Falernum, considerato il primo Grand Cru della storia.

L’epoca medievale e i placiti

Con la Divisio Ducatus dell’849, Sessa si trovò inserita nel Principato di Salerno, per poi rientrare nel X secolo nella giurisdizione del Principato di Capua. Per effetto della divisione del Regno di Sicilia in giustizierati operata dai normanni, fu inglobata nel Giustizierato di Terra di Lavoro. Il castello ducale fu costruito probabilmente alla fine del IX secolo sull’antica acropoli ad opera del gastaldo longobardo Landone, e fu ampliato in epoca normanna e successivamente da Federico II di Svevia. Nel 963, nel castello furono redatti gli atti del placito sessano, documenti di fondamentale importanza per la storia giuridica e linguistica italiana. La città fu dimora di duchi e governatori, con particolare rilievo per la famiglia Marzano (fino al 1466) e successivamente per i Carafa di Stigliano (dal 1522 al 1664).m

Personaggi illustri di Sessa Aurunca

Sessa Aurunca ha dato i natali a illustri personalità della cultura italiana:

  • Gaio Lucilio (II secolo a.C.): poeta latino, considerato il padre della satira letteraria. Fu il primo a codificare il genere della satira come forma autonoma in esametri, influenzando profondamente Orazio, Persio e Giovenale.
  • Taddeo da Sessa (XIII secolo): insigne giurista, Gran Giustiziere di Federico II di Svevia.
  • Agostino Nifo (1469-1538): celebre filosofo che insegnò nelle più note università d’Italia, fu ricompensato da papa Leone X con la nomina di conte palatino.
  • Galeazzo Florimonte (XVI secolo): fine umanista e Vescovo di Sessa che ispirò a Monsignor Giovanni della Casa il celebre libretto del vivere civile che prese il nome di “Galateo” proprio dal prelato sessano.
PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO
San Casto e Secondino: i primi martiri cristiani

San Casto e San Secondino furono tra i primi santi della cristianità, il cui martirio risale al III-IV secolo d.C. Il culto di questi martiri è testimoniato dalle catacombe di San Casto, situate nelle vicinanze del centro storico, che attestano la presenza di fedeli agli albori della cristianità.

La memoria del martirio di San Casto e la devozione al santo sono documentate dalla quantità di sepolture emerse durante le ricerche archeologiche compiute all’inizio di questo millennio. Le reliquie di entrambi i santi furono trasferite presso la Cattedrale di Gaeta nel X secolo, dove rimasero fino al 1962, quando il Vescovo Vittorio Maria Costantini riuscì a far donare alla Diocesi di Sessa i crani dei due santi martiri.

Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo è il principale luogo di culto cattolico di Sessa Aurunca ed è dichiarata monumento nazionale italiano. Edificata nell’arco di dieci anni, dal 1103 al 1113, per volere del vescovo Giacomo (1093-1108) proveniente dal monastero di Montecassino, la basilica fu costruita riproducendo le stesse dimensioni architettoniche della celebre abbazia voluta dall’abate Desiderio.

L’edificio fu consacrato nel 1183 e raggiunse l’aspetto esterno attuale nella prima metà del XIII secolo, quando furono aggiunti il portico e il finestrone nella parte alta della facciata. Per la costruzione furono impiegati materiali di spoglio provenienti da antichi edifici d’epoca romana: templi di Mercurio e di Ercole, teatro e altri monumenti. I muri perimetrali delle navate sono costruiti con grossi blocchi quadrangolari di calcare, probabilmente provenienti dalla pavimentazione del foro della Suessa romana.

La facciata romanica è preceduta da un elegante portico con archi sorretti da colonne e pilastri, riccamente decorato con pantere, maschere sceniche e bassorilievi del XIII secolo raffiguranti la vita di San Pietro e scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

L’interno della cattedrale è a tre navate, suddivise da 18 colonne romane di spoglio con capitelli corinzi e medioevali.

Dell’edificio originale rimangono:

  • L’ambone mosaicato di stile siculo-normanno del XIII secolo, considerato il tesoro più prezioso della Basilica Cattedrale e, nel suo genere, il più importante d’Italia
  • Il candelabro per il cero pasquale, opera firmata dello scultore Pellegrino da Sessa, una colonna tortile interrotta da tre fasce con bassorilievi raffiguranti figure umane in festa, il vescovo che benedice il diacono, e Gesù con gli apostoli Pietro e Paolo insieme a San Casto
  • Il pavimento cosmatesco
  • La cripta, sostenuta da 20 colonne di spoglio, con pavimento in mosaico


Nella cappella barocca del Santissimo Sacramento si può ammirare la Comunione degli Apostoli, capolavoro giovanile del pittore napoletano Luca Giordano (XVII secolo).

Nella Chiesa dell’Annunziata, adiacente al castello, si conserva un’Annunciazione di Sebastiano Conca del 1758, recentemente restaurata.

PATRIMONIO ARCHEOLOGICO E NATURALISTICO
Teatro Romano di Sessa Aurunca

Il Teatro Romano di Sessa Aurunca, portato alla luce e restaurato tra il 1999 e il 2003, è uno degli edifici pubblici di età romana più imponenti scoperti in Campania e rappresenta il secondo teatro romano più grande della regione dopo quello di Napoli.

La costruzione originaria risale al I secolo d.C. sotto l’impero di Augusto, mentre un primo restauro avvenne probabilmente in seguito a un terremoto nel II secolo d.C., sotto il regno di Antonino Pio, grazie al patronato di Matidia Minore, cognata dell’imperatore Adriano.

Gli scavi archeologici furono iniziati negli anni ’20 del XX secolo dall’archeologo Amedeo Maiuri, interrotti per la seconda guerra mondiale e ripresi definitivamente solo nel 1999, per essere completati nel 2003.

L’edificio, con murature conservate fino a 20 metri di altezza, comprende una cavea di 110 metri di diametro, scavata nella collina e superiormente impostata su gallerie, con tre ordini di gradinate in calcare che potevano ospitare da 7.000 a 10.000 spettatori.

Sono ancora visibili i resti della struttura che sosteneva il velarium, utilizzato per proteggere gli spettatori dal sole, e del grande edificio scenico, lungo 40 metri e alto in origine 24 metri, dotato di tre ordini sovrapposti di 84 colonne.

I marmi utilizzati erano pregiati e provenivano da varie parti dell’Impero: dalla Numidia, da Carrara e da altre regioni. Durante il Medioevo il teatro fu completamente spogliato dei suoi materiali per la costruzione della cattedrale e di altri edifici, perdendo irrimediabilmente l’aspetto originario.

Il Criptoportico Romano

Adiacente al teatro si trova un criptoportico risalente all’età sillana (I secolo a.C.). La sua storia è stata travagliata: fu parzialmente scavato nel 1926 per poi essere completamente abbandonato, e i lavori definitivi di recupero e restauro sono terminati solo nel 2014.

Il criptoportico, di cui non tutte le parti sono state recuperate a causa della presenza di terreni privati, si articola in tre bracci divisi in due navate separate da file di pilastri e coperte da volte a botte, illuminate da finestre. Le pareti conservano il rivestimento in stucco bianco con membrature architettoniche a rilievo, attribuibile ai primi decenni del I secolo d.C., su cui sono incisi interessanti grafiti con nomi di poeti e versi virgiliani in latino e greco. Questi elementi suggeriscono un possibile utilizzo dell’edificio come scuola o Gymnasium, oltre che come passaggio per gli attori.

Ponte Ronaco (Ponte Auruncus)

Il Ponte Ronaco, detto anche Ponte Auruncus o Ponte degli Aurunci, è un ponte-viadotto di epoca romana situato a circa un chilometro a sud-ovest della città, sul Rio Travata.

Fu edificato tra la fine del I secolo d.C. e l’inizio del II secolo d.C. (epoca traianea/adrianea) con la finalità di collegare la città di Suessa con la Via Appia, arteria consolare che attraversava la vicina Sinuessa. Con una lunghezza di 176 metri e una larghezza di 6 metri, è il ponte romano più importante ancora esistente in Campania.

La sua struttura, costituita dalla successione di ben 21 arcate a pieno centro in laterizio e reticolato, con pilastri in opera incerta intersecata da mattoni, non trova riscontro in altre opere coeve ancora in situ né nel resto della Campania né in Italia.

Il ponte conserva ancora oggi la pavimentazione originale in basoli di epoca traianea, testimonianza della straordinaria ingegneria romana.

Castello Ducale e Museo Archeologico Nazionale

Il Castello Ducale sorge sull’antica acropoli di Sessa Aurunca. La sua edificazione iniziò probabilmente alla fine del IX secolo ad opera di Landone, gastaldo longobardo, e fu completato attorno al 963, quando nelle sue sale furono redatti gli atti del placito sessano. Venne ricostruito in epoca normanna con funzioni sia militari che residenziali, e successivamente ampliato da Federico II di Svevia con nuove torri. Dal XV secolo fu modificato per renderlo più adatto alla vita di corte, divenendo residenza dei duchi Marzano (fino al 1466) e successivamente dei Carafa di Stigliano (dal 1522 al 1664).

Dal 18 dicembre 2024, il Castello Ducale è sede del Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca, primo museo archeologico della città e prezioso tassello nella rete del Sistema Museale Nazionale.

Il museo, realizzato con i fondi per l’accessibilità previsti dal PNRR, si connota per la sua dimensione territoriale, raccontando l’ampio territorio comprendente la Campania oltre il Volturno e il basso Lazio, dalle origini nell’età del Ferro (IX-VIII secolo a.C.) fino alla fondazione delle colonie latine di Suessa e Minturnae dopo la conquista romana del 313 a.C.

Il percorso museale è articolato in più sezioni: le prime tre sale sono dedicate alle fasi preromane con le ricche testimonianze sugli insediamenti ausoni e sui santuari; segue una sezione sullo spazio urbano di Suessa con le evidenze archeologiche dei principali edifici pubblici; l’ultima sezione è dedicata al teatro romano.

Il fulcro visivo del museo è costituito dalla celebre statua in marmo bianco e grigio di Matidia Minore (80-162 d.C.), che era collocata al centro della frons scenae del teatro.

MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Festa di San Leone IX Papa - 19 aprile

Il 19 aprile si celebra San Leone IX Papa, santo patrono principale di Sessa Aurunca. La tradizione locale vuole che Papa Leone IX si sia rifugiato a Sessa nel 1053 durante la sua fuga a seguito della battaglia di San Paolo di Civitate.

La Diocesi conserva ancora oggi una reliquia del braccio del santo, ricevuta dalla Santa Sede dopo qualche anno dalla morte, citata in una missiva del 1608 tra Papa Paolo V e il Vescovo di Sessa Aurunca.

Eventi culturali e tradizionali

Il calendario degli eventi di Sessa Aurunca è ricco di manifestazioni culturali e tradizionali:

  • Carnevale Aurunco: tradizionale manifestazione carnevalesca
  • Settimana Santa e Festeggiamenti dei Santi Patroni: dalla Domenica di Pasqua al Lunedì in Albis
  • Festival Internazionale del Folclore (luglio-agosto): manifestazione che celebra le tradizioni popolari
  • I Luoghi della Memoria (luglio-agosto): rassegna teatrale
  • Sessa Jazz (agosto): storico festival musicale
  • Festival di musica di insieme (settembre)
  • Medioevo sotto le stelle (settembre): rievocazione storica
  • Gran Torneo dei Quartieri (settembre): competizione tra i quartieri cittadini
  • Buco buco (31 dicembre): canto tradizionale di fine anno
  • Presepe Vivente Borgo San Leo (gennaio): rappresentazione della Natività nel borgo medievale
PRODOTTI TIPICI ED ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Olio Extravergine di Oliva “Terre Aurunche” DOP

L’Olio Extravergine di Oliva “Terre Aurunche” DOP è uno dei principali prodotti tipici del territorio sessano. Secondo il disciplinare di produzione, richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla cultivar “Sessana”, varietà autoctona che ha dato il nome alla denominazione.

L’area geografica di produzione comprende per intero i territori comunali di Caianello, Carinola, Cellole, Conca della Campania, Falciano del Massico, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Mondragone, Rocca D’Evandro, Roccamonfina, San Pietro Infine, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano, Tora e Piccilli.

Le caratteristiche organolettiche uniche dell’olio “Terre Aurunche” DOP si devono alla particolare composizione varietale della cultivar Sessana e alla contemporanea presenza di un clima mite mediterraneo e di un terreno di origine vulcanica, ricco in macroelementi e microelementi essenziali. Il gusto oscilla tra l’amaro e il piccante, mentre il colore va dal giallo paglierino al verde più o meno intenso. La DOP “Terre Aurunche” ha ottenuto questa denominazione con il Reg. (CE) n. 1361 del 19 dicembre 2011.

Il Falerno del Massico DOC: il vino degli imperatori

Il territorio di Sessa Aurunca rientra nell’Ager Falernus, la zona di produzione del celebre Falerno, il vino più pregiato e costoso dell’antica Roma. Cantato da Virgilio, Orazio, Plinio, Marziale e molti altri autori latini, il Falerno era talmente ricercato da essere considerato “il vino per eccellenza”, tanto che Marziale affermava che costasse sei sesterzi contro i due di un buon vino comune.

L’Ager Falernus può essere considerato il primo territorio che ha prodotto un vino a Denominazione di Origine Controllata della storia: le anfore di Falerno infatti recavano il “pittacium“, antesignano delle moderne etichette, con scritte indicanti la data di produzione e il luogo di origine.

Nell’antichità esistevano tre qualità di Falerno: l’austerum, il dulce e il tenue, vendute in tutto l’Impero Romano attraverso i porti di Sinuessa (attuale Mondragone), Foce del Garigliano e Gianola (Minturno).

Dal 1989 è stata istituita la Denominazione di Origine Controllata “Falerno del Massico”, la cui produzione è consentita nei comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola.

Secondo il disciplinare:

  • Falerno del Massico Bianco: minimo 85% di uva Falanghina
  • Falerno del Massico Rosso: minimo 60% di uva Aglianico e massimo 40% di Piedirosso, con tipologia “Riserva”
  • Falerno del Massico Primitivo: 85% di uva Primitivo con il restante 15% composto da Aglianico, Piedirosso o Barbera
Link utili

SSL

Privacy policy

Seguici su
Orari

Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8:00 alle 16:00

SI RICEVE SU APPUNTAMENTO

Lunedì e Giovedì
dalle 9:00 alle 12:00

dott.ssa C. Pacitto e
dott.ssa G. Prata

Mercoledì e Venerdì
dalle 9:00 alle 12:00

dott. A. Margiore e
dott. G. A. Russo

loghi istituzionali

© 2026 Consorzio GAL Domitio- Aurunco. Sito realizzato da Adv Sinopia