I comuni del GAL Domitio Aurunco

Teano-Stemma

Comune di Teano
Indirizzo: Piazza Municipio

Sito web: www.comune.teano.ce.it

CAP: 81057

Telefono: 0823 875080

Abitanti: 10917

Teano

l'antica capitale dei Sidicini

Teano è un Comune della provincia di Caserta situato alle pendici del massiccio vulcanico di Roccamonfina. Il territorio sidicino, prevalentemente collinare, si sviluppa tra la valle del fiume Savone e quella del torrente Rio Messera, ed è compreso nel Parco Regionale Roccamonfina – Foce del Garigliano. Con un’ampiezza di 89,43 km², Teano è il secondo comune della provincia di Caserta per estensione territoriale.
Anticamente conosciuta come “porta della Campania” in virtù della sua posizione geografica, Teano è famosa per essere stata teatro dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II, avvenuto il 26 ottobre 1860, per cui viene spesso definita anche “culla dell’Unità d’Italia”.

STORIA E ORIGINI

Origini antiche
Città di origine osca, è l’antica Teanum Sidicinum, capitale dei Sidicini, così chiamata per distinguerla dall’omonima città pugliese Teanum Apulum.
Il territorio fu frequentato fin da epoca protostorica e la città venne fondata nel IV secolo a.C. come centro urbano capitale dal popolo italico dei Sidicini. A quest’epoca sono attribuiti i resti tuttora esistenti delle mura pre-romane. I Sidicini si opposero prima agli attacchi dei Sanniti e poi a quelli dei Romani.

Epoca romana
Dopo la conquista romana, Teano divenne municipio romano (Teanum Sidicinum) con propria monetazione ed ebbe lo stato di colonia sotto Augusto. Secondo Strabone era in epoca augustea la maggiore città della parte interna della Campania dopo Capua, raggiungendo al culmine del suo sviluppo una popolazione di circa 50.000 abitanti.
In questo periodo di grande sviluppo urbanistico, la città si estese dalla sommità del colle verso la pianura e si arricchì di edifici pubblici: un circo, un anfiteatro, un foro, un teatro, templi e strutture termali.

L'epoca medievale e i Placiti cassinesi

Teano fu espugnata nel 594 dai Longobardi del duca Arechi I e fu sede di una contea longobarda. Fece parte della contea di Capua, Teano e Caserta e quindi contea indipendente dal 981, sotto Landolfo e Gisulfo, figli di Pandenolfo.

Nel monastero di San Benedetto si rifugiarono temporaneamente i monaci dell’abbazia di Montecassino, in seguito alla distruzione della loro sede (22 ottobre 883) e all’uccisione dell’abate Bertario per mano dei Saraceni. Nella curia comitale di Teano vennero redatti due dei quattro Placiti cassinesi (probabilmente tra i primissimi documenti scritti in lingua italiana), il “Placito di Teano dell’anno 963” e il Memoratorio, conservati nell’archivio storico dell’abbazia di Montecassino.

L'incontro di Teano

Il 26 ottobre 1860 si svolse, presso il ponte di Caianello (odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo), lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, tramandato con il nome di “incontro di Teano”. Questo evento sancì la consegna del Regno delle Due Sicilie al monarca sabaudo e di fatto l’Unità d’Italia.

PATRIMONIO ARTISTICO E MONUMENTALE
San Paride: leggenda e fede

Paride di Teano fu il primo vescovo di Teano e viene considerato santo dalla Chiesa cattolica che lo ricorda il 5 agosto. Greco di origine, venne in Italia per scampare alle persecuzioni. Arrivato a Teano si scandalizzò del culto dedicato a un drago, perciò decise di ucciderlo. Gli abitanti del luogo lo condannarono alle belve, ma le fiere si rifiutarono di ucciderlo. Il popolo, alla vista del miracolo si convertì e Paride fu nominato primo vescovo di Teano da Papa Silvestro I.

Cattedrale di San Clemente

La Cattedrale di San Clemente è il principale luogo di culto cattolico di Teano, sede vescovile della diocesi di Teano-Calvi. La costruzione ebbe inizio nel 1050 ad opera del vescovo Guglielmo, per sostituire la vecchia cattedrale di San Paride ad Fontem, posta al di fuori delle mura cittadine. I lavori furono completati nel 1116 ad opera del vescovo Pandulfo.

Nel 1630 la Cattedrale subì un rifacimento su disegno dell’architetto Andrea Vaccaro.

I bombardamenti dell’ottobre del 1943 distrussero quasi totalmente la Cattedrale e i lavori di ricostruzione durarono 14 anni, concludendosi nel 1957 con la nuova consacrazione.
Il campanile, costruito tra il 1400 e il 1500, è l’unica sezione che non ha subìto modifiche nel corso degli anni.

All’ingresso della Cattedrale si trovano due sfingi egizie, testimonianza del riutilizzo di materiali antichi.

Basilica di San Paride ad Fontem

La Basilica di San Paride ad Fontem sorge a 1,5 km a sud-est dal centro abitato di Teano, in località Ternità, nel luogo dove, secondo la leggenda, San Paride uccise il drago.

La Basilica, nella forma che oggi possiamo vedere, fu costruita verso la fine dell’XI secolo e presenta assonanze costruttive e stilistiche con altre due importanti chiese romaniche di Teano: San Benedetto e Santa Maria de Foris. L’edificio di chiara ispirazione romanica conserva ancora le tracce del primigenio edificio paleocristiano con i resti di una vasca battesimale.

La Chiesa fu ceduta nel 1400 al Sovrano Ordine di Malta e restò nella proprietà dei Cavalieri dell’Ordine fino a quando Napoleone Bonaparte, durante l’occupazione di Napoli, li espropriò di ogni bene.

Altre chiese significative
  • Chiesa e Convento di Sant’Antonio da Padova: situato sulla collina omonima, sede della festa patronale del 12-13 giugno con la tradizionale “tredicina”
  • Chiesa di San Benedetto: monastero benedettino del IX secolo, con colonne e capitelli corinzi provenienti probabilmente da un tempio dedicato alla dea Cerere
  • Chiesa di Santa Caterina: fondata dalle monache benedettine nella metà del XVI secolo
  • Chiesa di San Francesco: costruita dai Frati Francescani nel XIV secolo
PATRIMONIO ARCHEOLOGICO
Teatro Romano di Teanum Sidicinum

Il teatro romano è il principale edificio pubblico conservatosi dell’antica Teanum Sidicinum. Si tratta di un grandioso teatro-tempio, sito in località Grotte, probabilmente dedicato ad Apollo.

L’edificio venne costruito alla fine del II secolo a.C. in opera incerta e blocchi di tufo, ed è il più antico teatro d’Italia interamente sostenuto da muri radiali e volte rampanti.
Il teatro fu successivamente ampliato in forme notevolmente monumentali sotto il regno di Settimio Severo alla fine del II secolo d.C. La cavea raggiunse un diametro di circa 85 metri e l’edificio scenico, decorato con tre ordini di colonne, capitelli, architravi e sculture nei più rari e pregiati marmi, raggiunse 24 metri di altezza.

Il Teatro faceva parte di un complesso architettonico costituito da una grande terrazza artificiale sulla quale sorgeva anche un tempio probabilmente dedicato ad Apollo.

L'Anfiteatro

È stato individuato poco lontano dal sito del teatro, anche un anfiteatro, ancora sepolto, che avrebbe dimensioni imponenti, tanto che il diametro maggiore supererebbe i 100 metri.

Museo Archeologico di Teanum Sidicinum

Il Museo racconta la presenza umana in zona dal Paleolitico alla tarda età del Bronzo, e prosegue fino al tardo Antico con statue, tombe (con corredi vascolari e gioielli), resti architettonici e decorativi. Il museo è allestito nel bellissimo “loggione” gotico che sorse poco dopo il 1370 per volontà dei Marzano, nuovi signori di Teano.

Un’intera sezione del museo è dedicata al Teatro di Teano, con plastici ricostruttivi del complesso nelle sue diverse fasi, resti architettonici tra cui architravi e capitelli riccamente decorati, e apparati scultorei di grande pregio.

MANIFESTAZIONI ED EVENTI
Festa di San Paride - 5 agosto

Il 5 agosto è la giornata dedicata a San Paride, il primo Vescovo e Patrono di Teano. La festa, coincidente con il periodo delle ferie estive, segna il momento del rientro nelle loro famiglie dei tanti concittadini che sono andati a vivere altrove, sia in Italia che all’estero.

Le celebrazioni sono precedute da eventi solenni che iniziano il 3 agosto, con il culmine nelle celebrazioni religiose del 5 agosto e eventi culturali e musicali che animano la città.

Altre feste religiose
  • Sant’Antonio Abate (17 gennaio): processione dal borgo con il Santo accompagnato da animali “vestiti” a festa
  • Sant’Antonio da Padova (12-13 giugno): festa sulla collina omonima con la tradizionale “tredicina” e la grande processione con i fedeli, talvolta scalzi o vestiti dell’abito francescano
  • Santa Reparata (5 ottobre): festa nell’omonimo santuario con convento, oggi sede di una comunità Redentorista
Eventi estivi, culturali ed enogastronomici
  • Teano Jazz: festival estivo di lunga tradizione (luglio)
  • Cioccolateano: evento dedicato al cioccolato artigianale (ottobre)
  • SidicinaEstate: cartellone di eventi culturali, musicali e gastronomici da luglio a settembre
  • Festa della Birra
  • Sagre locali: Sagra degli Gnocchi a Furnolo (luglio); sagra del maialino nero (Cappelle di Teano);
  • Antichi mestieri e Sapori
PRODOTTI TIPICI ED ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Il Maiale Nero Casertano (Pelatello Teanese)

Il Maiale Nero Razza Casertana, qui chiamato “pelatello teanese”, è un animale di media taglia, con elevata attitudine materna.

Un tipo genetico, quasi completamente estinto, recuperato e rilanciato negli ultimi anni per le apprezzate caratteristiche organolettiche delle sue carni. Le frazioni di Teano (Casi, Casamostra, Pugliano) erano rinomate come i migliori siti di selezione e tali sono rimasti sino a pochi anni fa, definendo il Comune come la patria dei “Tianelli”. L’allevamento era di tipo brado o semibrado, basato sul pascolo, costituito dai frutti di bosco come ghiande o castagne, radici e tuberi.

La caratteristica più pregiata è la “marezzatura” delle carni, ossia la presenza di abbondante tessuto connettivo intramuscolare, che rende le carni di questo maiale morbide e particolarmente gustose. Si confezionano pregiati salumi tipici come salsicce, capocolli, pancette, soppressate e prosciutti.

Il Cece di Teano - Presidio Slow Food

Dal 2018 la Campania può vantare il riconoscimento del Cece di Teano come Presidio Slow Food: rinomato legume del territorio sidicino noto per il suo aspetto piccolo, rugoso e color nocciola. Gennaro de Quattro (dottore fisico) lo ricorda in una sua importante opera del 1816, “La statistica del Circondario di Teano”, dove fa riferimento a un “cece piccolo riccio”, a testimoniare quanto sia radicata e antica la sua presenza sul territorio.

Il piatto tradizionale più noto è servito agli operai che lavoravano nelle masserie: tagliolini tirati a mano conditi con i ceci e con sugo non troppo ristretto di pomodoro e salsiccia di maiale nero teanese.

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