I comuni del GAL Domitio Aurunco

Vitulazio

Comune di Vitulazio
Indirizzo:

Sito web: comune.vitulazio.ce.it

CAP: 81041, 81050

Telefono: 0823 967511

Abitanti: 7 741

Vitulazio

Il Territorio

Vitulazio è un comune ubicato alle falde meridionali del Monte Tutuli, alla destra del fiume Volturno, nella fertile campagna dell’Agro Caleno. Il territorio è attraversato dal torrente Agnena, dal quale la patrona prende nome. La posizione è strategicamente rilevante: crocevia della SS7 Via Appia, della SS Via Casilina e dell’Autostrada del Sole (uscita di Capua).

L’abitato sorse come vicus romano, unità insediativa agricola di servizio a Capua, attestata almeno dal VI sec. a.C. Il nome deriva probabilmente da Vitulacius: l’ipotesi più diffusa lo ricollega a vitulus («vitello») e aptius («più adatto»), con il significato di «luogo particolarmente adatto all’allevamento dei vitelli».

Annoverato tra i casali di Capua già nel X secolo, il centro ottenne autonomia amministrativa con decreto di Giuseppe Bonaparte dell’8 agosto 1806, assumendo il nome Vitulaccio; con regio decreto di Umberto I del 3 dicembre 1882 assunse l’attuale denominazione, a partire dal 1° gennaio 1883.

Durante il fascismo (1928) fu unito a Bellona nel comune di Villa Volturno; nel 1946 riacquistò la propria autonomia. A metà strada tra i due paesi si trovano il Mausoleo-Ossario dei 54 Martiri, con l’epigrafe di Benedetto Croce, in memoria dei civili fucilati dai tedeschi il 7 ottobre 1943.

Cosa vedere

La Chiesa parrocchiale di Santa Maria dell’Agnena, edificata tra il 1774 e il 1803 sul punto più alto del paese, è il monumento principale di Vitulazio. All’interno conserva numerosi dipinti di pittori napoletani dell’Ottocento, tra cui spicca la grande tela di Gaetano Gigante (padre del più celebre Giacinto), datata 1800, raffigurante la Vergine dell’Agnena con Santo Stefano e San Giovanni Battista; una statua lignea settecentesca della Madonna e altre opere scultoree dal XVII al XIX secolo.

Il Casino di Caccia Borbonico, costruito nei primi anni dell’Ottocento alle prime falde del Monte Tutuli, fu frequentato dai Borboni per le battute venatorie e si presenta ancora in buone condizioni di conservazione, in un contesto paesaggistico boschivo che conserva l’atmosfera della corte delle Due Sicilie.

Palazzo Capece Galeota e la Torre Civica completano il nucleo storico del centro abitato. Nel territorio sono stati rinvenuti reperti ceramici romani attribuibili al cosiddetto «Pittore di Vitulazio», ceramografo attivo alla fine del III sec. d.C. che impiegava ricorrentemente il motivo di un grande volto femminile di profilo.

Eccellenze enogastronomiche

L’economia agricola di Vitulazio si fonda sulla coltivazione dell’olivo – con una produzione olearia di qualità caratteristica dell’Agro Caleno – del tabacco e di frutta e verdura. Sul versante vinicolo il comune è noto per la produzione del Pallagrello, vitigno autoctono campano coltivato nell’areale caleno, e per altre varietà locali legate alla tradizione vitivinicola dell’agro capuano. L’allevamento bovino, radicato nella storia stessa del paese, come ricorda il toponimo, è ancora praticato nel territorio.

Feste e tradizioni

La patrona di Vitulazio è Santa Maria dell’Agnena, la cui festa è l’avvenimento più sentito della vita comunitaria. Si svolge nella Settimana in Albis: inizia il giovedì successivo a Pasqua e culmina nella solenne processione della domenica in Albis, durante la quale la statua della Madonna viene portata su un carro per le vie del paese tra fuochi d’artificio, luminarie e canti dei fedeli.

Il Mausoleo-Ossario dei 54 Martiri, posto al confine con Bellona, è luogo di commemorazione civile annuale il 7 ottobre, in ricordo dei civili di entrambe le comunità fucilati per rappresaglia dalle truppe tedesche nel 1943; la stele reca un’epigrafe di Benedetto Croce.

Tra le feste locali minori si celebrano quelle dedicate a Santo Stefano, compatrono del comune e della diocesi di Capua, e a San Michele Arcangelo.

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